Cinema

Usa, nasce il “filmometro”: “Il valore di una pellicola in base a un algoritmo”

Studiosi americani hanno messo a punto un sistema in grado di analizzare il successo di un lungometraggio grazie a rigidi criteri matematici. La ricerca è stata pubblicata su Proceedings of the national academy of sciences (Pnas)

Non importa quanti Oscar riceverà il prossimo mese dall’Academy Awards. Per decretare il valore di un film e renderlo memorabile, non sono sufficienti le performance degli attori, una sceneggiatura di qualità o l’attualità della storia. Ciò che conta di più, almeno secondo uno studio appena pubblicato sui Proceedings of the national academy of sciences (Pnas) da un team di ricercatori Usa della Northwestern University di Evanston, è quante volte viene citato direttamente o indirettamente da altri film. Un po’ come accade per gli articoli scientifici.

I ricercatori americani hanno messo a punto un vero e proprio “filmometro”, un algoritmo in grado di analizzare il successo di una pellicola sulla base di rigidi criteri matematici, attraverso le citazioni ricevute. “I critici cinematografici, troppo sicuri di sé, possono sovrastimare l’importanza di un film e commettere errori – afferma Luis Amaral, a capo del team di studiosi presso l’Istituto di sistemi complessi dell’ateneo Usa -. Il nostro metodo è più obiettivo”.

Per decretare il valore di un film e renderlo memorabile, non sono sufficienti le performance degli attori o una sceneggiatura di qualità

In pratica, il team di Amaral ha applicato al mondo del cinema criteri analoghi a quelli adoperati dalla comunità scientifica per valutare la rilevanza di una ricerca: basarsi sul numero di citazioni ricevute dagli altri colleghi dopo la pubblicazione. “Ogni anno nel mondo si pubblicano più di un milione di articoli scientifici e può essere difficile distinguere una buona ricerca dalla media – sottolinea Amaral -. Lo stesso vale per i film”.

Amaral è un grande appassionato di cinema, e cerca di conciliare questo suo interesse con quello per la scienza. “Lo scopo di questa nostra ricerca è sviluppare un buon metodo per misurare, attraverso le citazioni, la qualità della letteratura scientifica”. E per farlo, si è servito dell’Internet movie database, una sorta di Wikipedia dei film, tra i siti più visitati al mondo. Dopo aver scandagliato più di 15mila titoli, lo studioso Usa e i suoi colleghi hanno confrontato l’elenco delle pellicole più citate con la lista dei film inseriti nei registri della Biblioteca nazionale del Congresso degli Stati Uniti, che annovera titoli selezionati in base al loro riconosciuto valore storico o culturale, come Il dottor Stranamore, Star Wars, Casablanca o Psyco.

I ricercatori hanno messo a punto un “filmometro”, un algoritmo in grado di analizzare il successo di una pellicola sulla base di rigidi criteri matematici

Il risultato di quest’analisi comparativa è stato inatteso. Amaral e colleghi hanno, infatti, scoperto che il numero di volte in cui un film è citato, soprattutto nel corso dei 25 anni successivi all’uscita nelle sale, è un indicatore fondamentale per il suo inserimento nei registri nazionali Usa. Più di quanto non lo siano gli stessi giudizi di pubblico e critica, le vendite al “box office”, o il numero di statuette ricevute. “Se un regista fa ad esempio un riferimento a Psyco, come la famosa scena della doccia – spiega Amaral -, è come se stesse mettendo quell’intero film di fronte agli spettatori della nuova pellicola. In definitiva – conclude l’esperto -, sono gli stessi creatori a stabilire con le loro scelte quali pellicole saranno ricordate, non i critici”.