Mondo

Charlie Hebdo, Le Parisien: “Identificato il quarto uomo delle stragi di Parigi”

Il profilo potrebbe corrispondere a quello del misterioso aggressore che ha esploso 5 colpi di pistola contro un jogger mercoledì 7 gennaio a Fontenay-aux-Roses (Hauts-de-Seine). Cnn: "Al Qaeda nella Penisola Arabica diede 20 mila dollari a Cherif Kouachi"

Man mano che i tasselli vanno al loro posto, il quadro in cui sono maturati gli attentati terroristici della settimana scorsa a Parigi nella sede di Charlie Hebdo e nel supermercato Hypercasher emerge sempre più chiaro. E’ stato identificato il “quarto uomo“, complice dei fratelli Kouachi e di Amedy Coulibaly. Secondo il quotidiano Le Parisien,  l’identificazione sarebbe avvenuta dopo la perquisizione nel rifugio di Coulibaly, a Gentilly in Val-de-Marne. Oltre alle armi, ha spiegato la testata francese, la polizia ha trovato le chiavi di una moto con cui è risalita al complice. Si tratta di una persona nota per precedenti reati, che risulta irreperibile e potrebbe essere fuggito in Siria, scrive ancora Le Parisien. Il profilo di quest’uomo potrebbe corrispondere a quello del misterioso aggressore che ha preso di mira un jogger mercoledì 7 gennaio, intorno alle 20.30 a Fontenay-aux-Roses (Hauts-de-Seine) sparando 5 volte nella sua direzione. Colpito alla spalla, alla schiena e alla gamba, l’uomo era riuscito a trascinarsi in un padiglione dove poi era stato soccorso. Prima di perdere conoscenza, aveva fornito una descrizione del suo aggressore.

Il nesso tra questo tentato omicidio e Coulibaly è stato rapidamente stabilito con il ritrovamento nel mini-market di Porte de Vincennes di una pistola automatica di tipo Tokarev, il cui calibro 7,62 corrisponde perfettamente ai bossoli ritrovati sul luogo in cui è stato aggredito l’uomo che stava facendo jogging. “Questa arma può essere stata usata dal complice di Coulibaly alla vigilia del primo omicidio a Montrouge, scrive Le Parisien, citando una fonte prossima al caso. Questo complice potrebbe aver accompagnato Coulibaly a Porte de Vincennes. Peraltro, gli inquirenti esplorano sempre la pista di un complice che avrebbe accompagnato i fratelli Kouachi sui luoghi della sparatoria di Charlie Hebdo.

Secondo quanto rivelano fonti di polizia citate dal Telegraph, la mitraglietta Scorpion e la pistola Tokarev impiegata da Coulibaly per l’assalto e la strage al supermercato kosher di Parigi provenivano da Bruxelles e da Charleroi. I due Kalashnikov utilizzati dai fratelli Kouachi per la strage nella redazione di Charlie Hebdo furono invece acquistati da Coulibaly nei pressi della Gare du Midi, a Bruxelles, per meno di 5mila euro. La zona che circonda la stazione a sud della capitale belga ospita uno dei mercati domenicali più grandi d’Europa, noto crocevia del mercato illegale delle armi. La polizia e la magistratura non hanno ancora confermato ufficialmente il legame con la pista belga, ma un trafficante d’armi ben noto alle autorità è stato arrestato a Charleroi, nel sud del Belgio. E’ stato lo stesso trafficante a consegnarsi la polizia, allarmato dai legami di Coulibaly con il terrorismo islamico. Un giudice istruttore della procura di Charleroi ha convalidato il fermo.

Chi finanziò, invece, i fratelli Kouachi? Fonti citate dall’emittente statunitense Cnn rivelano che Cherif Kouachi rientrò dallo Yemen nel 2011 con 20mila dollari in contanti, denaro che Al Qaeda nella Penisola Arabica gli avrebbe dato per portare a termine l’attacco terroristico al giornale satirico francese di Parigi.

Parlamentare iracheno: “Uno dei Kouachi combattè con l’Isis”
Uno dei due fratelli Kouachi ha combattuto nelle file dell’Isis in Iraq. Lo ha detto Hakim al Zamily, presidente della commissione Sicurezza e Difesa del Parlamento iracheno, citando fonti d’intelligence, senza precisare di quale dei due fratelli si tratti e a quando risale la sua permanenza nel Paese.

Parigi invia portaerei in missione anti-Isis
“La portaerei Charles de Gaulle parte in missione”, si dirigerà “verso l’Oceano indiano per unirsi alle forze della coalizione contro lo Stato islamico in Iraq”. Lo ha dichiarato il presidente francese, François Hollande, parlando ai soldati a bordo della nave militare. “La missione che comincia è anch’essa una risposta al terrorismo: loro ci fanno la guerra e noi dobbiamo mettere in atto gli strumenti necessari di fronte alle minacce”, ha proseguito Hollande – la Charles de Gaulle  è uno strumento di forza e di potenza, è un simbolo di indipendenza che manifesta la capacità politica e militare della Francia”. La portaerei, ha aggiunto, “lavorerà a stretto contatto con le forze della coalizione e darà tutti i mezzi per agire in caso di tensioni supplementari”.

Roma, 10 islamici indagati: “Terrorismo”
Martedì la Procura di Roma ha aperto un’indagine su alcuni stranieri di fede islamica residenti in Italia sospettati di avere legami con la Jihad. Sarebbero una decina le persone iscritte, secondo quanto si è appreso, nel registro degli indagati per associazione sovversiva con finalità di terrorismo. Grande riserbo a piazzale Clodio sugli accertamenti coordinati dal procuratore Giuseppe Pignatone e dall’aggiunto Giancarlo Capaldo. Le indagini sono conseguenza dell’attività di monitoraggio di ambienti apparentemente sensibili ai proclami del fanatismo islamico. Dell’esistenza di questa inchiesta scrive oggi il quotidiano Il Tempo. L’inchiesta è partita dal monitoraggio di internet. L’attività di osservazione ha riguardato conversazioni via web tra i soggetti interessati ed i loro accessi a siti integralisti ed estremisti. Secondo quanto si apprende i dieci non comporrebbero una cellula ma sarebbero considerati “cani sciolti”.

Germania: “Ritiro documenti a islamici sospetti”
Il governo tedesco ha varato oggi una norma che prevede il ritiro dei documenti d’identità fino a tre anni ai fondamentalisti islamici che tentino di raggiungere Siria o Iraq, finiti tra i sospetti nell’allarme terrorismo. I documenti ritirati saranno sostituiti con tessere particolari, in cui viene segnalato il divieto ad uscire dalla Germania.