Musica

Lavoro e musica: le promesse hanno le gambe aperte

Io non lo so quello che succederà.
Vorrei avere qualche risposta in più, qualche certezza in più nella vita,
ma forse sarebbe tutto esattamente uguale.
Sono tempi strani, misteriosi a loro modo,
vorrei sapere la verità su un miliardo di cose, ma forse sono meglio le bugie,
ma le bugie hanno le gambe corte e allora non va bene comunque.
Io non lo so quello che succederà.
Forse è il lavoro che scegliamo che ci rende quello che siamo o la città che ci cresce o le persone che ci amano?
Non ne ho la più pallida idea…
le cose si mescolano e si perde il senso iniziale e ci si può solo affidare alle passioni.
Forse è il destino, sì, deve essere una roba che non controlliamo noi,
diventiamo quello che diventiamo semplicemente perché è così che doveva andare.
Non lo so, mi sembra assurdo, che confusione.
Ah, ma da domani cambia tutto, spengo l’ultima sigaretta e vado a dormire
e da domani cambierà tutto, sarò una persona diversa, nuova,
ve lo prometto.
Tanto una promessa in più o in meno non ha mai fatto male a nessuno.
Anche se,
le promesse oggi non contano più niente,
se ne vanno via e a te restano le stesse paure di sempre.
Tutti facciamo promesse…io quando ero un ragazzino
ho giurato che avrei scritto una canzone che sarebbe restata per sempre…
e ancora ci credo..che cazzata.
Tutti facciamo promesse.
Smettere di fumare, cambiare casa, fare quel colloquio, andare in Francia o in Germania,
non vederla o non vederlo più, scrivere quel libro, girare tutto il Sudamerica, vedere New York,
vivere come in uno stupido telefilm degli anni 90, amarsi per sempre,
non usare troppe parolacce quando scrivi…che cazzate.
Le promesse non contano niente, conta “giorno dopo giorno”.
Sono tempi strani, che ti incarogniscono…
però senza le promesse sarebbe tutto cosi vuoto..
e allora vaffanculo.