Cronaca

Bullismo a Napoli, vergognarsi non basta

“Ragazzino napoletano di 14 anni violentato perché obeso. E’ in gravissime condizioni. Cartolina dall’orrore, inumana inaccettabile vergogna!” David Sassoli parlamentare europeo del PD twitta così a commento del caso del ragazzino che ha subito violenza da parte di alcuni giovani.

L’inaccettabile vergogna ha una soluzione: si chiama istruzione.
Mia nonna avrebbe oggi 104 anni. Mi raccontava ancora con spavento di un episodio simile avvenuto nel 1924, solo che in quel caso per l’amico 14enne la violenza era avvenuta attraverso una pompa per bicicletta: molta umiliazione, i colpevoli puniti, il ragazzino dolorante ma incolume.

Quasi 100 anni dopo abbiamo strumenti più tecnici e moderni mentre il degrado culturale ha fatto il resto: la pompa per bicicletta è stata così sostituita da quella ad aria compressa: il ragazzo è in condizioni gravissime.

Come ci ha ricordato l’OCSE abbiamo uno dei tassi di abbandono scolastico più alti d’Europa con una media del 17,6 contro una media europea del 12,7.

Se poi ci prendiamo il tempo necessario ad esaminare i dati vediamo che al sud ci sono zone dove la percentuale sale al 25%: cioè un ragazzo su 4-ma la percentuale rischia di crescere- non studia. E difficilmente lavorerà considerando la disoccupazione giovanile in crescita al 40%. Alcuni di loro diverranno purtroppo manovalanza a basso prezzo per la malavita.

“I cittadini di un Paese democratico non sono l’effetto del caso ma sono il risultato di un processo educativo”. Non serve a nulla dunque affermare che questi episodi sono una vergogna perché questa vergogna l’abbiamo provocata noi.
Non servirà a nulla che nei dibattiti televisivi che seguiranno, si assista in diretta alla disgregazione della coesione sociale: i giornalisti che accusano i genitori, la scuola che arranca e non ce la fa a stare al passo con il resto d’Europa, i ragazzi lasciati soli. Gli adulti incapaci di onorare il patto intergenerazionale.

Serve riconoscere subito che oggi la vera emergenza è quella che coinvolge i giovanissimi, e che se non ci occupiamo di loro finché sono a scuola e quindi in un luogo preciso dove ancora si può offrir loro validi strumenti di crescita, dopo sarà troppo tardi.

L’Europa si prefigge di giungere al 10% come target dell’abbandono scolastico per il 2020: noi speriamo di non peggiorare il nostro 17.6%. Mancano investimenti adeguati al contenimento dell’abbandono scolastico, mancano scuole aperte che diano riparo sicuro ai ragazzi che al pomeriggio non hanno famiglie ad accoglierli perché impegnanti al lavoro. Mancano corsi di educazione ai media, all’uso consapevole di internet. Mancano corsi di educazione permanente per gli adulti mentre molti Paesi europei investono in long term education, e infatti deteniamo anche il primato di uno dei più alti tassi europei di analfabetismo funzionale.

Ciclicamente gridiamo allo scandalo.

I tagli al welfare hanno tolto in alcuni casi la protezione delle case famiglia ai giovanissimi che vivono situazioni familiari gravissime: l’inferno dei racconti di queste e questi adolescenti è il segno di un progressivo degrado verso una società sempre più egoista e sempre più incapace di ascolto, di impegno e presa di responsabilità.

Fino a 18 anni non si vota e dunque l’età in cui è più necessaria cura e guida è anche un’età di poco interesse per quella politica che agisce solo quando mossa da interessi personali che ormai risultano inaccettabili per le persone serie che stanno assistendo all’abbandono di un’intera generazione.

Per la vergogna le soluzioni ci sono. Basta volerle.