Politica

Consulta, Violante e Bruno non ce la fanno. Csm, eletta la Alberti Casellati

L'esponente Pd arriva a 530 voti, quello di Fi a 529, ma ne servivano 570. A pesare anche i 107 assenti. Speranza, Guerini e Brunetta: "Insisteremo su questi due nomi". Per il consiglio superiore della magistratura riescono superano la soglia necessaria anche Teresa Bene (tecnica in quota Pd) e Balduzzi (Scelta Civica)

Fumata nera per l’elezione di due giudici costituzionali da parte del Parlamento in seduta comune. Nessun candidato ha raggiunto il quorum richiesto dei tre quinti dei componenti dell’Assemblea, pari a 570 voti. Luciano Violante e Donato Bruno, dunque, non ce l’hanno fatta nonostante l’intesa tra Pd e Forza Italia e soprattutto all’interno dello stesso partito di Berlusconi dopo la fronda che ha “abbattuto” il primo candidato, Antonio Catricalà. Violante ha raggiunto 530 voti, Bruno 529. Servirà una nuova votazione che è già stata programmata per le 18 di domani, 16 settembre. Per spingere all’elezione i due candidati alla Consulta sia il Pd sia Forza Italia avevano fatto girare sms tra i loro parlamentari: “Luciano Violante e Donato Bruno per la Corte Costituzionale”. 

Regge invece il patto trasversale su alcuni dei nomi per i membri laici del Csm. Dopo l’elezione di Giovanni Legnini e Giuseppe Fanfani (Pd) e Antonio Leone (Ncd) oggi è arrivato il via libera a Elisabetta Alberti Casellati (Fi), Teresa Bene (tecnica in quota Pd) e Renato Balduzzi (Scelta Civica). Il quorum previsto era di 482 voti e secondo l’Ansa i tre lo avrebbero superato di pochissimo. Alberti Casellati avrebbe ricevuto 489 voti, mentre gli altri eletti ne avrebbero ottenuti 486. Devono essere eletti ancora altri due membri laici del Csm. Servirà una nuova votazione, l’ottava. Luigi Vitali (in quota Fi) si è fermato invece a 418 voti. Non hanno raggiunto il quorum neanche Alessio Zaccaria, candidato M5S, che ha ottenuto 111 preferenze, e Nicola Colaianni, seconda scelta dei grillini ma su cui punta il Pd per la quota da lasciare alle opposizioni, che ha raggiunto 125 voti. La senatrice Casellati, appena saputa la notizia, ha chiamato il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi per ringraziarlo.

Alla votazione per la Consulta gli assenti sono stati in tutto 107, di cui solo 9 nel Pd, più uno in missione. In Fi invece non hanno votato in 16 (4 senatori e 12 deputati), mentre in Ncd non si sono presentati in 9 (5 senatori e 4 deputati). Tutti presenti in Scelta Civica, mentre tra i Popolari per l’Italia (Mario Mauro e Pierferdinando Casini) non hanno votato in 6 (2 senatori e 4 deputati); nella Lega Nord hanno disertato in 6 (3 deputati, 3 senatori); nel Misto 19 (9 senatori e 10 deputati); 7 di Sel. Maggior numero di assenze nel M5S: 12 senatori e 13 deputati. Tre gli assenti in Gal e 4 in FdI; Autonomie 3. 

I capigruppo del Pd Roberto Speranza e di Fi Renato Brunetta assicurano che anche alla votazione di domani alle 18 per i giudici della Consulta si insisterà con il ticket Violante-Bruno. Ognuno di loro avrebbe preso 530 voti. “Con un numero così elevato di voti – spiega Brunetta – non si abbandonano questi candidati, serve un altro sforzo”. “Il patto tiene. Abbiamo fatto un passo avanti” aggiunge il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini