Società

Gay, manifesto Fratelli d’Italia: ecco a chi devono chiedere scusa

All’interno della Commedia all’Italiana si dovrebbe ormai aprire una sottocategoria stabile, quella delle “Scuse all’italiana”. Sono quelle scuse pelosissime, presentate in genere da politicanti mediocri dopo che hanno smarronato alla grande, ma così alla grande da essersene perfino resi conto da soli (oddio, si fa per dire, da soli: in genere solo dopo che qualcuno li ha minacciati di querela). Il caso più recente vede in prima linea il partitino Fratelli d’Italia, dei nostalgici della Fiamma Tricolore (quella che originava dal ceppo mortuario di Mussolini, tanto per mettere i puntini sulle i e le crocette sulle t) che ha poco mussolinianamente tentato di mettere una pezza all’abuso di una foto del fotografo radicale Oliviero Toscani con la seguente dichiarazione a uova rotte:

Gentile Oliviero Toscani – ha scritto ieri il responsabile comunicazione del partito Fratelli d’Italia, Federico Mollicone – la foto in questione è stata presa dal web da una nostra realtà locale ma non è un’iniziativa ufficiale. Ci scusiamo per l’accaduto perché rispettiamo il diritto d’autore“.

E certo, ci mancherebbe altro. Benissimo fa Toscani a fregarsene delle scuse e pretendere un equo risarcimento del danno d’immagine e del furto di copyright dinanzi a un Tribunale.

Tuttavia, Giorgia Meloni, Federico Mollicone e FdI non devono “chiedere scusa” a Toscani per aver rubato una sua foto al fine di sostenere una posizione politica opposta agli ideali di Toscani stesso. Devono chiedere scusa agli italiani tutti, e in particolare agli italiani Lgbt, per avere ancora una volta assunto una posizione à la Isis, anziché à la Destra europea. Quella Destra rappresentata bene dal Premier britannico David Cameron, che in tempi nemmeno tanto recenti ormai ha sostenuto: “I Conservatori credono nelle relazioni che ci legano; la società è più forte quando ci assumiamo impegni reciproci e ci sosteniamo. Per questo non sostengo il matrimonio gay pur essendo un Conservatore. Io sostengo il matrimonio gay perché sono un Conservatore.

Cari (via, si fa per dire) camerati post-fascisti-ma-poi-mica-tanto-post: ve l’ho scritto su Facebook e ve lo ripeto da queste colonne: o vi adeguate ai valori dell’Occidente del XXI secolo, e vi fate entrare in quella testolina spesso rasata che le famiglie sono proprio tante e molto, molto diverse fra loro – a volte alcune di loro divorziano, altre adottano, altre utilizzano un’inseminazione eterologa e così via – oppure vi schierate definitivamente con i valori degli integralisti islamici che, scusate, sono molto più defensor fidei di voi. Tertium non datur.

Loro sì che sostengono la tradizione. C’è per loro un solo tipo di famiglia possibile: maschio e femmina, come piacciono anche a FdI, così come creati da Dio. Però niente divorzio, niente inseminazioni eterologhe o non eterologhe, niente un figlio per coppia o zero figli, niente parità di diritti fra maschio e femmina: queste sono tutte puttanate occidentali, ben al di fuori del concetto di Natura tanto caro a voi e a MAD (Marione ADinolfi). La donna, anzi pardon, la femmina è per loro naturalmente soggiogata e destinata alla sola procreazione. Altro che mettersi a fare la segretaria di un partito politico – o nientemeno la parlamentare! – cara Giorgia Meloni: a crescer figli, devi stare, che c’hai pure un’età ormai, attorno al focolare domestico e sotto a un bel burqa di lana vergine. Perché non si può mica fare gli integralisti a metà, per dindirindina.