Politica

Governo, Renzi: “Estensione bonus 80 euro? Ci proveremo, ma non garantisco”

Il premier conferma la misura per il 2015 ma su pensionati e professionisti lascia in sospeso: "Ci proveremo". Sulla manovra: "Non ci sarà stangata", anche se dalla crescita "aspettavamo di più". Brunetta: "Solito format: proclami e provvedimenti rinviati"

Il bonus degli 80 euro in busta paga? “Garantito per chi lo riceve. Sarà possibile estenderlo? Non sono in grado di garantirlo, ci proveremo”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi a Palazzo Chigi per presentare il decreto (non ancora approvato) “sblocca Italia” parla della difficile situazione economica e prende tempo sulla promessa estensione a pensionati e partite Iva del bonus in busta paga. Un mezzo passo indietro e un temporeggiamento su quello che fu in campagna elettorale uno dei cavalli di battaglia del leader Pd. “Gli 80 euro”, disse nel corso della conferenza stampa degli 80 giorni di governo a due giorni dalle elezioni, “sono giustizia sociale. E’ l’inizio di una riduzione fiscale che riguarderà anche famiglie che guadagnano meno di 1500 euro, pensionati e partite Iva”. Ora però, alla luce delle nuove valutazioni, le promesse potrebbero saltare. Solo qualche ora prima c’era stato lo scontro con il commissario alla Spending Review Carlo Cottarelli che sul suo blog ha scritto: “Se il governo spende i soldi dei risparmi, impossibile abbassare le tasse”.

Ma sui conti pubblici Renzi continua a dirsi sereno: “Le cose si stanno rimettendo in carreggiata e quindi non c’è nessuna stangata in arrivo. Gli italiani possono andare in vacanza tranquilli. Il dato sulla crescita ce lo aspettavamo più alto, cercheremo di lavorare con maggiore determinazione”. Poi comincia l’annuncio degli interventi su infrastrutture e burocrazia. Lo critica il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta: “Solito format Renzi: conferenza stampa di proclami e provvedimenti rinviati. Anche con riferimento al cosiddetto ‘Sblocca Italia’, il presidente del Consiglio promette mari e monti in un decreto e un disegno di legge delega che verranno, se verranno. Non avendo testi alla mano, possiamo solo fidarci delle parole del premier. Dove prende i soldi il presidente del Consiglio? Sorvoliamo su tutti gli altri slogan”.[brightcove]3708377298001[/brightcove]

Renzi inizia la conferenza stampa ribadendo il suo ottimismo sulle riforme e sul “nuovo clima con le opposizioni”, che da qualche ora hanno incontrato il ministro Boschi per una mediazione. Fallita però nel caso di Lega Nord e 5 Stelle che non sono più rientrati in Aula. Ma il presidente del Consiglio annuncia il primo sì al Senato già la prossima settimana. “L’Italia”, dice, “ha condizioni per ripartire in modo straordinario. Dobbiamo incoraggiare la ripresa. Le riforme servono a dire che il Paese inizia un periodo di percorso strutturale che consentirà di guidare la ripresa ed essere protagonisti”. Ma oltre i commenti sulla situazione politica, il presidente del Consiglio annuncia che gli interventi che verranno fatti grazie allo Sblocca Italia saranno affrontati in Consiglio dei ministri a fine mese: “Il 27 o 28 agosto in occasione del Consiglio dei ministri avremo modo di approvare sia un dl sia un ddl delega sui provvedimenti urgenti dello Sblocca Italia”.

Sullo sfondo, tra riforme e discussioni politiche, gli interventi pianificati. “E’ una grande leva per lo sviluppo”, commenta il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan. Dai cantieri all’edilizia, passando per i comuni e l’energia, sono 10 i capitoli che compongono il pacchetto ‘sblocca Italia’, presentato dal governo. Si parte con lo ‘sblocca comuni’, che riguarda le grandi opere “ferme e già finanziate, sbloccabili con semplificazioni”, spiegano Matteo Renzi, e il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Secondo le stime del governo le risorse che vengono attivate ammontano a 30 miliardi di euro e generano 95.000 nuovi posti di lavoro (per un totale di 348.000 posti). Con lo ‘sblocca comuni’ che riguarda in particolare i piccoli enti, sono previsti 2.000 interventi per un valore complessivo di 1,3 miliardi (come prima fase). Sono inoltre previsti investimenti aggiuntivi di 10 miliardi per il contenimento dei pedaggi autostradali. Mentre per la manutenzione di strade e ferrovie, con interventi di messa in sicurezza, sarà messo in campo un miliardo (per un totale di 12.000 posti di lavoro). Lo ‘sblocca reti’ interessa la banda larga e ultralarga , mirando alla facilitazione e semplificazione per la posa in opera di reti e misure di agevolazioni fiscali per interventi infrastrutturali da parte dei privati nelle aree ‘bianche’. Lo ‘sblocca export’ prevede un piano straordinario per l’internazionalizzazione delle imprese e l’attrazione di investimenti esteri, in Italia attraverso: potenziamento dei grandi eventi, voucher temporary export manager, piattaforma e-commerce per le pmi, valorizzazione del settore agroalimentare in vista di expo 2015. Con lo ‘sblocca Bagnoli’ è previsto un nuovo modello di governance territoriale per le aree di crisi industriale per attrarre investimenti e pre gli interventi di bonifica e valorizzazione ambientale. Inoltre sarà arrivato un nuovo iter semplificativo per la cessione di immobili del demanio attraverso percorsi concentrati con i comuni. Lo sblocca energia prevede lo sviluppo di risorse geotermiche, petrolifere e di gas naturale attraverso investimenti privati nazionali e internazionali per oltre 17 miliardi. L’effetto sull’occupazione, secondo le stime del governo, sarà di 100.000 unità mentre il risparmio in bolletta energetica sarà pari a 200 mld in 20 anni. Infine c’è il pacchetto ‘sblocca porto’, che per ora resta in bianco, nel documento consegnato alla stampa che contiene i 10 capitoli su cui intervenire.

Il capitolo ‘sblocca dissesto‘ mette al centro le opere antidissesto idrogeologico. Si tratta di 570 cantieri per un valore complessivo di 650 milioni di euro. Inoltre sono previsti interventi per efficientare le opere idriche (depuratori, reti e collettori fognari) dalla Campania alla Sicilia; entro il 2014 si prevede di aprire 104 cantieri per un totale di 480 mln di euro. Infine le società pubbliche saranno ridotte e aggregate, con affidamenti dei servizi. Lo ‘sblocca burocrazia’ sarà attivato con investimenti pari a 6 miliardi di euro, puntando in particolare a investimenti su finanza di progetto, defiscalizzazione, bancabilità dei progetti, contratti di partenariato pubblico-privato. Sono previste inoltre: la riforma del codice dei contratti pubblici attraverso la delega legislativa; il potenziamento dell’operatività di Cdp e prestiti di supporto dell’economia; la semplificazione delle procedure e responsabilità per l’utilizzo delle risorse europee (110 mld in 7 anni 2014-2020). Lo ‘sblocca edilizia’ prevede la stabilizzazione degli incentivi fiscali, per gli interventi di efficientamento energetico e adeguamento antisismico. Vengono anche introdotte nuove misure per dare certezza sui tempi di esecuzione degli interventi edilizi e sgravi fiscali, per gli investimenti nelle abitazioni in affitto. Infine sono previste agevolazioni fiscali per le permute che prevedono l’acquisto di immobili ad alto rendimento energetico.