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Finmeccanica, l’ad Moretti avvia spending review e giro di vite su parentopoli

Il nuovo amministratore delegato ha dato il via a un piano di razionalizzazione dei costi di trasferta e rappresentanza e ha chiesto a dirigenti e manager di comunicare ufficialmente se abbiano parenti o affini assunti nelle società del gruppo. I sindacati: "Non sia operazione di facciata". Varata anche una riorganizzazione che trasforma le società di Aerospazio e difesa in divisioni della holding

Giro di vite in Finmeccanica. Il nuovo amministratore delegato Mauro Moretti non sembra voler andare tanto per il sottile. Con una comunicazione a propria firma ha, infatti, chiesto a tutti i dirigenti di rendere noto se ci siano parenti, coniugi e affini assunti nelle aziende del gruppo. Ma la ricerca di eventuali commistioni non si ferma qui. La stretta del super manager proveniente da Ferrovie dello Stato va oltre. Dirigenti e quadri, infatti, sotto la propria responsabilità dovranno comunicare la presenza di parenti e affini anche in aziende fornitrici. Una rivoluzione in atto per cambiare rotta? E’ quanto si augurano i rappresentanti dei lavoratori, che all’operazione del neo ad del gruppo partecipato dal ministero dell’Economia guardano con interesse e attenzione. “Se si tratta di un processo di “moralizzazione” e di trasparenza, se si vuole ricondurre il fare impresa a un valore etico, noi siamo assolutamente d’accordo”, dice Paolo Carini, segretario della Fim Cisl di Varese e coordinatore nazionale del settore aeronautico per la Fim. “Speriamo non si tratti soltanto di un’operazione di facciata, ma sia la volta buona per fare dell’Italia un Paese moderno e industriale anziché lasciarla ancorata a un sistema medievale di caste”.

Assunzioni facili da smascherare, ma anche auto in dotazione ai manager da restituire. Moretti ha infatti deciso che le vetture di grande cilindrata saranno sostituite con auto meno lussuose e anche i costi di trasferta dovranno essere “razionalizzati”. “Sembrerebbe che i sacrifici partiranno anche dall’alto. E, se si liberano risorse, potranno essere utilizzate per la ricerca e sviluppo, a tutto vantaggio della valorizzazione degli stabilimenti produttivi”, rimarca Graziano Resteghini, coordinatore Fim Cisl di Alenia Aermacchi, che conta 12mila dipendenti circa in Italia.

Un altro capitolo della spending review di Moretti riguarda poi la struttura stessa del gruppo. Il nuovo modello organizzativo e operativo del gruppo, approvato il 19 giugno dal cda, prevede infatti che le società del core business Aerospazio e Difesa possedute al 100%, cioè Selex, Alenia Aermacchi, AgustaWestland, Wass e Oto Melara, diventino divisioni della nuova Finmeccanica. Che resta dunque capogruppo ma si trasforma anche in società operativa. L’ulteriore e diretta conseguenza è un taglio dei consigli di amministrazione.

“Ci sembra un’operazione volta a una riduzione dei costi, senza intaccare la funzionalità operativa dei singoli siti produttivi, ma che può invece valorizzare gli stabilimenti e depotenziare gli elementi gestionali più soggetti ai condizionamenti politici”, commentano Carini e Resteghini. In altre parole, finora “la vicinanza dei cda al territorio ha soltanto favorito lo spartirsi delle poltrone, mentre la politica locale e nazionale deve promuovere e facilitare lo sviluppo del sistema Paese, non occupare cadreghe”. Ben venga quindi la riorganizzazione. Che però non piace alla Lega e spaventa Varese, la “provincia con le ali”, dove l’ex ad Giuseppe Orsi (imputato per corruzione internazionale per una vicenda di tangenti legate alla vendita di elicotteri all’India) aveva fatto trasferire la sede legale di Alenia Aermacchi. Poco male, secondo i sindacalisti: “La provincia con le ali non deve essere la provincia con posti nei cda: quello che conta sono le competenze per ottimi prodotti da vendere”.