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Unione Europea, il Parlamento elegge Juncker. “11 Paesi contro nomina Mogherini”

L'ex premier del Lussemburgo prende 422 voti (ne servivano 376). Contro il ministro degli Esteri italiano l'area dell'Europa dell'Est. La Lituania: "Preoccupazioni sull'atteggiamento tenuto con Mosca". Gozi: "Fa parte di un accordo". M5s senza cariche nell'Europarlamento: "La voce del 20% dei cittadini zittita"

Il Parlamento europeo ha eletto Jean-Claude Juncker alla presidenza della Commissione Ue. L’assemblea plenaria ha approvato la nomina con 422 voti a favore, 250 contrari e 47 astenuti (i votanti sono stati 729, la maggioranza richiesta era di 376 sì).  Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha formulato i suoi complimenti a Juncker e gli ha augurato buon lavoro. Molti parlamentari si sono avvicinati al nuovo presidente della Commissione per congratularsi con lui. “Il giorno che viviamo oggi si scrive in modo storico nel libro della storia della Ue” ha dichiarato Schulz che ha definito il processo di nomina un “passo storico per le democrazia europea”.

Ma tra i problemi principali che si presentano nel percorso che porterà alla composizione della squadra Juncker – determinato a delineare tutto “entro fine luglio, primi di agosto” – trova al momento la nomina del ministro degli Esteri Federica Mogherini a Alto commissario per la politica estera dell’Ue. La Mogherini, secondo fonti dell’Unione Europea, è considerata “un buon candidato”, ma “ha 10-11 Paesi contro”. In particolare si tratta di quelli dell’Europa dell’Estche puntano alla nomina della bulgara Kristalina Georgieva, commissario uscente agli aiuti umanitari ed ex dirigente della Banca Mondiale.. Per esempio la Lituania che ha già annunciato il suo voto contrario, esprimendo preoccupazioni condivise nell’Europa orientale sulla politica di Bruxelles nei confronti di Mosca. Nel dibattito cerca di entrare Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari europei (l’Italia non ha un ministro): “Juncker è stato designato a maggioranza. A noi nessuno ha mai fatto obiezioni, se ci fossero vorrà dire che anche l’Alto rappresentante sarà designato a maggioranza”. Ha precisato, dunque, che “Juncker fa parte di un accordo in cui l’Alto Rappresentante va ai socialisti. Federica Mogherini ha il sostegno unanime di tutti i leader socialisti”. Il sostegno dei leader socialisti, ricorda Gozi, “è stato confermato anche sabato nei contatti che i leader hanno preso”. “Noi andiamo avanti su questo, sapendo che il Pse ha chiaramente indicato la sua volontà di avere l’Alto Rappresentante e che il Pse ha indicato Federica Mogherini come un ottimo rappresentante”, aggiunge Gozi.

C’è chi invece protesta per essere stato escluso da ogni carica dell’Europarlamento: “La voce del 20% dei cittadini italiani è stata zittita con una forma di imperio che non ha precedenti” ha detto David Borrelli, eurodeputato del M5s e co-capogruppo del Efdd, Europa per la libertà e la democrazia diretta. “Da sempre c’è una consuetudine – ha spiegato Borrelli – che vuole che anche i gruppi più piccoli abbiano una rappresentatività”. Una consuetudine rotta la settimana scorsa con la bocciatura di un grillino alla vicepresidenza della plenaria ed un altro a capo della commissione Petizioni. “Hanno messo a tacere un gruppo che evidentemente dà fastidio”, ha accusato ancora il neodeputato. Il cordone sanitario eretto dai principali gruppi contro gli euroscettici del Efdd non fa pentire però Borrelli della scelta di fare gruppo con il leader del Ukip Nigel Farage. “Pentiti assolutamente no, la nostra voce non verrà certo messa a tacere con questi mezzucci politici. Molti cittadini hanno posizioni euroscettiche e invece di ascoltarli, vengono evitati. Il nostro ruolo è alzare sempre di più la voce”.