Lobby

Alitalia, Lupi pronto a scavalcare la Cgil: “Accordo anche senza la loro firma”

Il ministro sulla Confederazione che ha chiesto 3 giorni per valutare l'intesa sugli esuberi. Dimenticato, poi, il ruolo di Poste e del Fondo Volo: “Lo Stato non deve più rimetterci”

“L’accordo di ieri sera “è stato firmato da “sindacati che rappresentano più del 70% dei lavoratori di Alitalia”. Più chiaro di così non poteva essere il messaggio di Maurizio Lupi alla Cgil all’indomani della mancata firma sotto l’intesa sugli esuberi Alitalia sottoscritta invece da Cisl, Uil e Ugl. Del resto il ministro dei Trasporti che non perde occasione per negare contro evidenza l’ennesimo intervento pubblico per il salvataggio della compagnia privata, tiene moltissimo all’operazione per il buon esito della quale si è più volte esposto in prima persona nonostante la sua onnipresenza sulla scena sia uno dei chiari segnali di come il caso Alitalia sia più pubblico che privato. A lui, in ogni caso, importano tutti i “segnali importanti” per un “accordo valido” anche senza la Cgil che “spero firmi” anch’essa l’accordo. Quanto ai costi passati e futuri per il contribuente, per Lupi “Lo Stato non deve più rimetterci”, come ha detto il ministro dimenticando sia l’intervento con tanto di faro Ue del gruppo pubblico Poste italiane che sarà presto chiamato a riaprire il portafogli per ricapitalizzare la compagnia, sia il Fondo volo che garantisce agli esuberi di Alitalia l’80%dello stipendio. Senza contare il nuovo contratto di ricollocamento per il quale sono stati stanziati 15 milioni di euro.

Le esternazioni di Lupi dai microfoni di SkyTg24, in ogni caso, sono arrivate dopo che, sabato sera, Cisl, Uil e Ugl hanno firmato il testo dell’accordo sugli esuberi di Alitalia presentato dal governo. Si è chiusa così una prima fase del negoziato che è arrivato al secondo giorno di full immersion interrotta da poche pause. Non così la Cgil che ha invece chiesto tre giorni di tempo per dare la sua risposta. “Ci siamo riservati di vedere il testo”, ha fatto sapere il sindacato di Susanna Camusso dopo aver preso visione della proposta del governo. Che nell’ultima formulazione del ministro dei Trasporti prevede 2251 esuberi di cui 616 ricollocati nel perimetro aziendale e 681 esternalizzati entro il 31 dicembre 2014. Per gli altri 954, mobilità e sperimentazione contratto di ricollocamento, mentre non è previsto l’uso della Cassa Integrazione prima della mobilità.

Che la strada dell’accordo con la Cgil fosse tutta in salita, del resto, era apparso chiaro fin dalla mattina di sabato, quando il segretario generale aveva gelato le dichiarazioni della vigilia del ministro dei Trasporti che venerdì aveva parlato di dimezzamento degli oltre duemila esuberi“Non troviamo traccia, nelle dichiarazioni fatte ieri dai ministri, che ci sarebbe una significativa riduzione nel numero degli esuberi”, aveva detto la Camusso entrando al ministero dei Trasporti per riprendere le trattative interrotte alle quattro del mattino. L’operazione Etihad, secondo il segretario Cgil, sarebbe “una cessione di ramo d’azienda con licenziamenti collettivi, che non è mai stata fatta in altre aziende”. Poi l’avvertimento a Lupi: “Le trattative hanno i loro tempi, se non risolvono i problemi non si può chiudere”. Un chiaro messaggio a Lupi che sempre venerdì che aveva dato un ultimatum per la chiusura entro sabato mattina.

Più morbidi gli altri colleghi. “Renzi l’altro giorno ha parlato di Alitalia ma ora deve fare di più – aveva detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni – Il governo deve garantire che i lavoratori in esubero vengano riassorbiti o avviati verso altre aziende”. In particolare il leader della Cisl aveva chiamato in causa la società degli Aeroporti di Roma dei Benetton, Adr, che nei giorni scorsi ha smentito l’ipotesi di una riassunzione di lavoratori in esubero della compagnia. “Adr potrebbe fare qualcosa in più, scucendo qualche posto di lavoro”. Rimostranze di rito a parte, la Cisl non aveva però fatto mistero di voler chiudere la vertenza entro sabato: “Non si può andare avanti all’infinito. L’accordo va fatto, siamo allo showdown. Ieri abbiamo chiuso l’accordo con Fiat e questo dimostra che quando c’è la volontà si fanno accordi per il Paese. Simbolicamente Alitalia vale molto di più e ci deve essere l’impegno di tutti a chiudere –  aveva detto ancora Bonanni – La Cisl è pronta a chiudere oggi perché questa storia non può andare avanti all’infinito”. E, parlando con i giornalisti, il leader della Cisl aveva colto anche l’occasione per rivendicare quanto fatto nel 2008 “quando è stata scongiurata una svendita ad Air France. Sono contento di quanto è stato fatto allora perché ad Alitalia è stata garantita una tenuta ed ora la compagnia ha la possibilità di diventare quattro volte più potente di prima”.  

“Io credo che si debba fare qualsiasi sforzo per portare a casa la trattativa in giornata”, aveva detto dal canto suo Giovanni Centrella dell’Ugl parlando alle telecamere di RaiNews24. “Bisogna essere responsabili – aveva aggiunto – sia da parte dei sindacati sia dell’azienda e del ministero. Noi non dobbiamo salvare solo i 980 lavoratori in mobilità, ma i 2251, con quelli che sono gli strumenti attuali”. Un parziale incoraggiamento, insomma, per l’amministratore delegato della compagnia aerea, Gabriele Del Torchio, che in mattinata si era detto ottimista sul raggiungimento dell’accordo:”Sono fiducioso, andiamo avanti, davanti a noi c’è una prospettiva importante con Etihad”. Mentre il presidente Roberto Colaninno aveva aggiunto che “non c’è nessuno slittamento, tutto tranquillo, tutto normale”.

In ogni caso l’ultimatum di Lupi non è stato rispettato dopo che il tavolo aperto venerdì è proseguito fino alle 4 del mattino “ma non è stata raggiunta un’intesa, ci sono ancora nodi da sciogliere”, come avevano fatto sapere i sindacati a metà giornata non prevedendo una chiusura prima di domenica. In particolare, “deve essere approfondita la proposta Poletti sulla ricollocazione”. Quest’ultimo venerdì aveva spiegato che “per gli esuberi verrà utilizzato per la prima volta il contratto di ricollocamento previsto dalla legge di stabilità” e per il quale sono stati stanziati 15 milioni di euro. Si tratta di ”uno strumento che consente a chi è in mobilità di fare un accordo con l’Agenzia del lavoro del Lazio, con il supporto di un’unità di missione con all’interno i ministeri interessati: Lavoro e Infrastrutture, la Regione in collaborazione con l’Enac, organizzano la possibilità di costruire un percorso di ricollocamento”, aveva specificato Poletti.

Quanto ai dettagli dell’ultima proposta di Lupi, dei 616 dipendenti che verranno ricollocati in azienda ci saranno 250 assistenti di volo in solidarietà, 200 che andranno a sostituire i contratti a tempo determinato, a questi si aggiungeranno pensionamenti e dimissioni volontarie. I 681 dipendenti esternalizzati saranno distribuiti nella manutenzione nel settore It e altri nel servizio di fornitura dei fornitori di Alitalia e AdR. Infine ci saranno 100 piloti e 100 ingegneri che andranno ad Etihad. Tutti questi 681 esternalizzati andranno in mobilità tecnica.  Dopo la firma dell’accordo quadro, la discussione fra governo, sindacati e azienda è incentrata al momento sul nuovo accordo aziendale ma ci sarebbero delle difficoltà perchè il testo non è stato mai discusso dalle parti. Quindi i sindacati lo stanno analizzano comma per comma. La tabella di marcia prevede ora l’incontro con le banche creditrici, in calendario per lunedì 14 e, a seguire, un nuovo tavolo con i sindacati sul contratto aziendale e di settore. Per martedì, poi, è atteso il summit con l’ad di Ethiad James Hogan.