Cronaca

Il Vaticano avverte i dipendenti: “Non andate a messa? Vi tagliamo lo stipendio”

Lo dice il "Comunicato della direzione generale a tutto l’ente 'Tipografia vaticana Ed. L’Osservatore Romano'" che ilfattoquotidiano.it riporta in esclusiva: a don Sergio Pellini, direttore della struttura, non è andato giù che molti dipendenti "pur avendo timbrato regolarmente alle ore 8.00, hanno preferito poi uscire dal Vaticano e rifugiarsi nei bar o andare altrove anziché partecipare alla S. Messa"

Non vai a Messa? Il Vaticano ti taglia lo stipendio. Parola di don Sergio Pellini, sacerdote salesiano, direttore generale della Tipografia vaticana. Di fronte all’ennesima Messa marinata dai suoi dipendenti, don Sergio ha preso carta e penna e ha messo nero su bianco la sua reprimenda in un “comunicato della direzione generale a tutto l’ente ‘Tipografia vaticana Ed. L’Osservatore Romano’“. “Desidero innanzitutto ringraziare ed elogiare – scrive don Sergio nella sua nota che ilfattoquotidiano.it riporta integralmente e in esclusiva – quanti con correttezza e coerenza hanno partecipato anche oggi alla celebrazione in occasione della Festa dei SS. Pietro e Paolo. Devo, però, con dispiacere constatare ancora una volta che molti, pur avendo timbrato regolarmente alle ore 8.00, hanno preferito poi uscire dal Vaticano e rifugiarsi nei bar o andare altrove anziché partecipare alla S. Messa. Ora SOLO il tempo utilizzato per la celebrazione – prosegue il comunicato – è, per il momento, benevolmente retribuito. Chi lo utilizza in altro modo, non concesso dalla Direzione, NON sarà più pagato e l’ora persa dovrà essere recuperata”.

Un’ora “benevolmente retribuita” val bene una Messa: è il pensiero dei dipendenti vaticani parafrasando la celebre frase pronunciata da Enrico IV che, ugonotto, si convertì al cattolicesimo per poter indossare la corona di Francia. Meglio una celebrazione in più che una riduzione dello stipendio in tempi di crisi, soprattutto dopo il taglio degli straordinari avvenuto Oltretevere dopo che i dipendenti di Sua Santità non hanno ricevuto, lo scorso anno, come prevede un’antica prassi, il doppio stipendio in occasione della rinuncia di Benedetto XVI e dell’elezione di Papa Francesco (circa 1.500 euro). Inutile pensare ai martiri di Abitene, città della provincia romana detta Africa proconsularis, odierna Tunisia, che nel 303 dopo Cristo, subirono la persecuzione di Diocleziano perché avevano disubbidito all’ordine dell’imperatore che aveva vietato ogni celebrazione dei cristiani. Sorpresi durante una Messa domenicale, furono arrestati e uccisi mentre ripetevano che “sine dominico non possumus”, ovvero che “senza la domenica non possiamo vivere”. Un monito che si collega all’altra celebre massima: “Sine pecunia non cantantur Missae”. Ovvero “senza denari non si cantano Messe”. E non si ascoltano nemmeno. Parola dei dipendenti vaticani.

Twitter: @FrancescoGrana