Mondiali di Calcio

Cesare Prandelli al Galatasaray, la società turca: “Da lunedì inizierà la sua era”

L'annuncio è arrivato dal presidente della squadra Unal Aysal. Il tecnico firmerà un contratto di tre anni di circa 2 milioni a stagione e sostituirà Roberto Mancini

“Lunedì inizierà l’era di Cesare Prandelli al Galatasaray“. Ad annunciarlo è il presidente del club turco su Twitter. “Prandelli assumerà le sue nuove funzioni da lunedì”, dice Unal Aysal. L’ex ct dell’Italia si è dimesso dopo l’eliminazione degli azzurri dal Mondiale di Brasile 2014, e ora andrà sulla panchina del club allenato dall’altro italiano Roberto Mancini che ha dato l’addio alla squadra del Bosforo. E proprio Mancini è uno dei possibili candidati che potrebbero ereditare la panchina di Prandelli alla guida degli azzurri.

“Cesare Prandelli è un allenatore che rientra nei nostri criteri. Può vincere il campionato in modo rilassato”, ha proseguito Unal Aysal, convinto di vivere una grande stagione. “La stagione calcistica 2014-2015 sarà molto bella. Me lo sento”. La società aveva annunciato che erano stati avviati i contatti con l’ex ct azzurro: “Ci saranno aggiornamenti sugli sviluppi della trattativa”. Sviluppi che sono arrivati in tempi record. Prandelli arriverà a Istanbul già domenica per firmare il contratto che prevede una quota fissa di circa 2 milioni a stagione. A cui vanno aggiunti i bonus legati alle singole vittorie e agli obiettivi raggiunti. L’allenatore sarà vincolato per tre stagioni, fino al 2017. La squadra che Prandelli è stato chiamato ad allenare è ricca di passione e talenti. E offrirà al nuovo tecnico di la possibilità di misurarsi in Champions League dove il Galatasaray nella scorsa edizione aveva imposto un brusco stop alla Juventus. Sneijder, Felipe Melo, Yilmaz e Fernando Muslera: sono questi alcuni giocatori a sua disposizione.

Il tecnico di Orzinuovi è stato alla guida della Nazionale italiana dal 2010, adesso torna sulla panchina di un club dopo l’esperienza di cinque stagioni alla Fiorentina. Con l’Italia, Prandelli è arrivato secondo all’Europeo del 2012 e terzo nella Confederations Cup nel 2013. Subito dopo la sconfitta contro l’Uruguay l’allenatore si era dimesso dalla guida della Nazionale insieme al numero uno della Figc Giancarlo Abete. “Il progetto non è stato vincente. Io ho scelto, io pago”, aveva spiegato il commissario tecnico, che aveva annunciato un periodo di pausa per riflettere sugli errori del Mondiale. Un periodo molto breve, che si è concluso con la nuova avventura turca.

Le scelte tecniche in Brasile e la difesa a spada tratta di Mario Balotelli fino alla rottura che si è consumata a fine primo tempo nel match contro la Celeste sono state oggetto di critiche. L’ultimo in ordine di tempo ad aver lanciato una stoccata a Prandelli è stato l’ex ct Arrigo Sacchi: “La sua squadra non aveva equilibrio: così il possesso palla non serve a nulla”. Prima di Sacchi, anche Dino Zoff non aveva risparmiato una critica velata all’allenatore di Orzinuovi: “Ma quale Balotelli, se siamo usciti la colpa è di tutti“.

Lo speciale mondiali de ilfattoquotidiano.it