Elezioni 2014

Europee 2014, onore al Movimento 5 Stelle

Perché dobbiamo ringraziare Grillo.

Il web è pieno di ironie sui pentastellati: vinciamo poi…
Ma se usciamo dalla miopia del momento e guardiamo a quel che sarà scritto sui libri di storia dobbiamo innanzitutto essere grati a questo gruppo di persone appassionate.
Una cosa fuori da ogni dubbio è che il M5S è stato capace di rovesciare la situazione italiana come un calzino.
E i primi che dovrebbero ringraziare Grillo sono i militanti del Pd. Senza Grillo il vecchio gruppo di potere sarebbe ancora in sella e i risultati elettorali sarebbero stati ben diversi.
Solo grazie al terrore per il M5S Renzi è riuscito a diventare segretario e poi premier.
È grazie al terrore per il M5S che si sono ridotti (un poco) i costi della politica ed è stato messo un tetto agli stipendi da paura dei manager pubblici, è partita l’anagrafe fiscale e si è iniziato a parlare seriamente di riforme.

Quindi, amici miei vi ringrazio. E non prendetevela per questo arretramento. Ogni secondo del vostro impegno politico è stato ben speso e ha già dato frutti che (forse) faranno uscire l’Italia da 50 anni di corruzione.
Nessuna forza politica, era mai riuscita a cambiare tanto profondamente e rapidamente la realtà italiana.
E ancora, con il vostro 22% siete la più potente assicurazione contro la tentazione di non fare le riforme.

E se siete tristi ripensate al povero Fassino quando disse: “Se Grillo vuol far politica fondi un partito… si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende…”

Avete fatto la storia!

Spero comunque che si voglia riflettere sui motivi di questa sonora battuta d’arresto.
I fatti hanno dimostrato l’esistenza di due errori nella visione del M5S.
Il primo lo ha subito ammesso Beppe: l’Italia è un Paese dove i pensionati mentali sono troppi. Persone che non hanno voglia di costruire un mondo migliore per i loro figli.
È stato un errore credere che sarebbe stato possibile arrivare prima al 51% dei voti e poi cambiare l’Italia.
Non c’è nessuna possibilità fisiologica che questo succeda in un Paese dove una grande parte della popolazione vive di clientele, evasione fiscale, raccomandazioni, assistenzialismo, e dove il 75% della popolazione non arriva a leggere due libri all’anno…
Nun gliela si fa!
Il secondo errore discende direttamente dal primo: se vuoi riformare l’Italia devi seguire una strategia dei piccoli passi.
Devi capire di volta in volta su quali punti c’è una sufficiente convergenza di interessi.
Devi allenarti a distinguere ciò che è giusto in teoria ma non praticabile da quel che si può ottenere subito. E devi concentrarti sugli obiettivi possibili. A questo proposito il buon sindaco di Parma Pizzarotti potrebbe tenere dei corsi….

Questa capacità di mediazione il M5S l’ha dimostrata, ad esempio, riuscendo a far approvare la legge sulla possibilità per chi ha un credito con lo Stato di detrarre quei soldi dalle tasse che deve pagare.
In questo caso si è saputo individuare un obiettivo che raccoglieva il sostegno della stragrande maggioranza del Paese (oltre che del più banale buon senso!).

Il pericolo oggi per il M5S è quello di non capire che anche se Renzi è cattivo dentro riuscirà a realizzare un’enorme riforma dello stato, culturale e legislativa.
Non farà le riforme come le farei io, non saranno perfette, non renderanno l’Italia un paese giusto.
Ma è un fatto che oggi esiste una maggioranza di italiani (che comprende anche gli elettori del M5S) che pretende il cambiamento e che pure gli interessi del grande capitale e degli imprenditori spingono in questa direzione: portare l’Italia a un livello austriaco di legalità ed efficienza.

Il M5S potrebbe avere un peso enorme in questo processo di rinascita, ma per riuscirci deve sviluppare l’arte della trattativa.
Oppure può continuare a scegliere la via dell’intransigenza nell’attesa della vittoria finale. Gli resterà il merito di essere la forza che costringe la Casta a cambiare.
Ma l’Italia che ne uscirà sarà peggiore di quella che potremmo avere se il M5S usasse il suo potere di mediazione.
Perché, è triste ma è così, la politica non è l’arte delle azioni perfette, è l’arte del possibile.

Ps.
In questi giorni ho pubblicato un articolo molto importante che a causa del caos elettorale non è stato notato.
Cerchiamo collaborazione per una grande impresa umanitaria. Leggi qui e se sei d’accordo aiutaci.
Ecotecnologie: vuoi dare una mano a due miliardi di persone?” (Ti prego: linka questo articolo in maniera esagerata!).