Scienza

Giornata salute, allarme Oms: “Un milione di morti l’anno per punture insetti”

Virus e batteri, con l'aumento degli spostamenti dovuti alla globalizzazione, possono in poche ore raggiungere ogni angolo del Pianeta. Anche per questo il tema scelto nel 2014 dall’Organizzazione mondiale della sanità per il 7 aprile è la prevenzione dei rischi legati alle malattie veicolate da vettori, per esempio insetti, come la malaria, la febbre gialla, la Dengue

In un mondo sempre più interconnesso, anche le malattie sono oramai divenute globali. Virus e batteri viaggiano in aereo e possono in poche ore raggiungere ogni angolo del Pianeta. Complice il mutamento del clima ormai in atto, come recentemente dimostrato dagli esperti dell’Onu. Anche per questo il tema scelto nel 2014 dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la Giornata mondiale della salute del 7 aprile – data di fondazione dell’organizzazione nel 1948 – è la prevenzione dei rischi legati alle malattie veicolate da vettori, per esempio insetti, come la malaria, la febbre gialla, la Dengue. Per l’occasione, l’Oms pubblica un report in cui ammonisce governi, autorità locali, privati e singoli individui a “dedicare loro l’attenzione globale che meritano”.

Le malattie veicolate da insetti uccidono un milione di persone. Secondo le statistiche dell’Oms, queste malattie uccidono ogni anno un milione di persone su più di un miliardo d’individui infettati nello stesso arco di tempo, e più della metà della popolazione mondiale sarebbe a rischio. “Si tratta di cifre che, sebbene allarmanti, sottostimano le gravi conseguenze sui sopravvissuti, come cecità, mutilazioni e altri handicap – afferma Margaret Chan, direttore generale dell’Oms -. Per questo nella Giornata mondiale della salute l’Oms vuole porre l’attenzione sul gruppo di malattie diffuse attraverso gli insetti e altri vettori, sul loro impatto, non solo sanitario ma anche economico, e su ciò che deve essere fatto per ridurre i pericoli loro connessi. Nessuno – denuncia Chan – nel 21esimo secolo dovrebbe morire per la puntura di un insetto”.

Rapida urbanizzazione, deforestazione, agricoltura intensiva e turismo di massa, oltre ai già citati cambiamenti climatici, sono tanti i fattori che favoriscono la diffusione globale di queste patologie e la colonizzazione di nuovi territori, ormai sempre meno circoscritti alle aree più depresse del Pianeta. Basti pensare che per la sola Dengue, un’infezione virale tropicale trasmessa dalla puntura della zanzara “Aedes aegypti” che nella sua forma più grave può provocare febbri emorragiche, ogni anno è a rischio all’incirca il 40% della popolazione mondiale. Tanto che questa febbre virale, per la quale non esiste vaccino, è stata classificata nel 2012 dall’Oms “la minaccia più seria per la salute pubblica mondiale, tra le malattie veicolate da insetti”.

Realizzata la mappa della zanzara Aedes aegypti vettore di Dengue e febbre gialla. Alla prevenzione e agli interventi di igiene e sanità pubblica, si affianca anche la ricerca di base. Un team di scienziati della Virginia Tech americana, guidati dagli entomologi Igor Sharakhov e Maria Sharakhova, ha realizzato lo scorso anno la prima mappa cromosomica della zanzara Aedes aegypti, vettore, oltre che della Dengue, anche di altre infezioni virali come la Chikungunya e la febbre gialla. “Abbiamo dimostrato che il genoma dell’insetto cambia in presenza dei patogeni ospiti – spiega Sharakhov -. A partire dalla mappa, vogliamo adesso cercare di capire le basi molecolari di questi mutamenti del Dna, per mettere a punto efficaci strumenti di contrasto”. La ricerca permetterà, infatti, agli studiosi di “comprendere meglio localizzazione e ruolo dei geni coinvolti nella trasmissione virale”, come illustrato nelle pagine della rivista PLOS Neglected Tropical Diseases

Malattie tropicali dimenticate, Bill Gates: “Accesso alle cure”. Proprio le cosiddette malattie tropicali dimenticate, come ad esempio la lebbra e la stessa Dengue, che colpiscono più di un miliardo e mezzo di persone in tutto il mondo, sono al centro di un ambizioso progetto sanitario dell’Oms su scala globale, che si propone, entro il 2020, di controllare ed eliminare 17 tra queste patologie. Messo in piedi alla fine del 2011 unendo gli sforzi di fondazioni private, come quella di Bill e Melinda Gates, organizzazioni sanitarie, aziende farmaceutiche e agenzie governative, ha permesso lo scorso anno, come annunciato in un report presentato nei giorni scorsi all’Institut Pasteur di Parigi, la distribuzione di 1,35 miliardi di confezioni di medicinali nei Paesi in cui le malattie tropicali sono ancora endemiche. “Gli enormi progressi che abbiamo osservato in questi primi anni di attività sono la prova della bontà di questo progetto di partnership tra realtà pubbliche e private – sottolinea Margaret Chan nel suo intervento parigino -. Nessuna organizzazione governativa o compagnia può, infatti, affrontare da sola questa sfida. Insieme ai governi dei Paesi interessati ci stiamo rapidamente avvicinando all’obiettivo di controllare e, speriamo, eradicare molte di queste antiche cause di miseria”. “Il nostro scopo – le fa eco Bill Gates, copresidente insieme alla moglie dell’omonima fondazione filantropica – è far scomparire la parola “dimenticate” associata alle malattie tropicali, permettendo a milioni di persone che ne sono finora escluse l’accesso alle cure sanitarie”.

Alla causa della ricerca sulle malattie veicolate da insetti sono stati reclutati anche i satelliti per l’osservazione della Terra e lo studio del clima. Il Regional centre for mapping of resources for development (Rcmrd), il programma speciale dell’Oms per la ricerca sulle malattie tropicali, in partnership con la Nasa e l’International research institute for climate and society della Columbia University, hanno unito le competenze di diverse discipline nel comune sforzo di studiare l’associazione tra clima e malattie tropicali. Perché, se è vero che il clima cambia, e col variare di temperature e precipitazioni la diffusione sempre più planetaria delle infezioni virali veicolate da insetti, medici ed epidemiologi devono anch’essi mutare prospettiva, e avere un approccio al fenomeno sempre più interdisciplinare e globalizzato.

Il rapporto Oms 

Lo studio su PLOS Neglected Diseases