Diritti

Autismo: gli ‘invisibili’ devono essere una priorità del governo

Massimo, quando la professoressa di matematica scrive il testo del problema alla lavagna, quasi immediatamente si alza e, incurante della tensione calata tra i suoi compagni, declama a voce alta il risultato. Gianmarco corre nella pista di atletica dove si allena a una velocità strabiliante, anche se a volte rischia di travolgere i malcapitati che si frappongono lungo il percorso.

Camilla conosce tutte le canzoni dei Pink Floyd a memoria sebbene il suo buffo accento tradisca le origini partenopee. Massimo, Gianmarco e Camilla sono tre ragazzi autistici. Quando qualcuno li osserva da vicino scopre che non sanno allacciarsi le scarpe , non potranno mai prendere un autobus o preparare un uovo al tegamino da soli.

Eppure nei loro confronti la nostra civiltà (!) opera una rimozione costante. Sembrano veramente invisibili Massimo, Gianmarco e Camilla. Sono invisibili a una sciatta classe politica che non trova la forza di cercare i soldi dove i soldi sono nascosti o ben conservati (leggasi evasione fiscale e patrimoniale).

Sono invisibili ai medici e agli operatori sanitari che spesso rimproverano ai genitori di questi ragazzi  tanto nervosismo ed apprensione. Sono invisibili alle scuole che, impaurite al cospetto di comportamenti inusuali, etichettano talvolta questi ragazzi come violenti. In fondo basterebbe sapere che molto spesso un ragazzo autistico comunica se l’ambiente che lo circonda non è pieno di rumori o di gente che urla.

Sono invisibili alle parrocchie che spesso ne ignorano l’esistenza nel quartiere “tanto i loro genitori non li fanno mai uscire di casa”.

Il modo che abbiamo scelto per difendere la qualità della vita dei nostri 500 mila familiari autistici, dopo  il 2 aprile, giornata mondiale dedicata a questa delicata condizione, sarà quello in programma la settimana successiva.

Dinanzi al Senato della Repubblica il mattino del 9 aprile i genitori dell’associazione “Tutti a scuola” e di altre associazioni manifesteranno per “obbligare” la politica a considerare la disabilità una priorità al pari del salvataggio delle banche o degli F-35 (!?!).

Solo così forse Camilla, Massimo e Gianmarco potranno continuare a stupirci.

Ovviamente siete tutti invitati.