Politica

Saccomanni: “Vittoria dei nazionalisti? Sarebbe choc utile per l’Europa”

La previsione fatta dal ministro dell'Economia in vista delle elezioni di maggio, intervenuto al convegno dell'Ispi a Milano, viene smentita poco dopo da una nota del Mef: "Solo una battuta". Brunetta: "Sta creando le premesse per farsi cacciare"

“Welcome shock”. Sono le parole usate dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni in previsione delle elezioni europee, a cui si presenteranno numerosi movimenti nazionalisti. “Forse avremo nel nuovo Parlamento Europeo una percentuale significativa di partiti antieuropei. E questo potrebbe essere una sorta di choc positivo per i politici nazionali, affinché comincino a cambiare la loro attitudine”. Intervenuto a un convegno organizzato dall’Ispi a Milano, assicura: “L’insidia di una forza contro le istituzioni Ue c’è e non ci sorprende che questo periodo di declino della loro popolarità coincida con una crisi senza precedenti. La crisi sarebbe stata peggiore se non avessimo avuto l’euro, le istituzioni europee e la Banca centrale europea” e a pochi mesi dalle elezioni, ricorda come “spesso a livello nazionale si dà addosso all’Ue per tutto quello che non funziona e ci si prende il merito per la risoluzione dei problemi fondamentali”.

Poco dopo Saccomanni ritratta attraverso una nota ufficiale del Mef: “E’ evidente che si è trattato di una battuta e di una piccola provocazione del Ministro che si è rivolto in tono scherzoso al pubblico di un convegno. Non è certo una valutazione politica né tanto meno un auspicio”. “Ineffabile Saccomanni: sta creandole premesse per farsi cacciare. Lui stesso non ne può più di se stesso”, scrive su twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. Il ministro Saccomanni nei giorni scorsi è stato considerato a rischio in vista di un possibile rimpasto di governo, e non è nuovo a frasi “ad effetto”: dopo aver ostentato ottimismo sul calo delle tasse e la ripresa economica, si era trovato in mezzo alla questione dei tagli alle retribuzioni dei docenti. Dallo scontro con il ministero dell’Istruzione, ne era uscito dicendo: “C’è stato un problema di comunicazione. Il ministero dell’Economia è mero esecutore. Aspettavamo istruzioni che non ci sono pervenute”.