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FonSai, chiusa l’inchiesta a Milano sull’ex presidente della vigilanza assicurativa

Sotto Giannini l'Isvap sorvegliava la compagnia “in modo tardivo e inefficiente” in cambio della promessa di Salvatore Ligresti della nomina a presidente dell’Antitrust

Giancarlo Giannini, l’ex presidente della vigilanza delle assicurazioni (Isvap oggi Ivass) “aveva improntato la funzione di vigilanza nei confronti” di Fondiaria Sai “in modo tardivo e inefficiente” in cambio della promessa da parte di Salvatore Ligresti della nomina a presidente dell’Antitrust, “una volta scaduto l’incarico” alla stessa Isvap. La conferma dell’ipotesi già emersa nell’ambito dell’inchiesta torinese sulla compagnia di assicurazioni arriva con la chiusura delle indagini con cui il pm di Milano Luigi Orsi ha contestato a Ligresti e a Giannini la corruzione e al solo Giannini anche la calunnia.

Quest’ultima contestazione nasce dall’episodio in cui l’ex presidentedell’Isvap nell’aprile 2012 con una denuncia in Procura a Milano “incolpava” del reato di ostacolo all’attività dell’organismo di vigilanza sulle assicurazioni gli allora amministratori di FonSai “sapendoli innocenti”, quando invece era stato lui stesso, tra il 2002 e l’agosto del 2010, a disporre “che l’Isvap non effettuasse alcuna ispezione” sul gruppo se non “tardivamente nell’ottobre 2010”.

Confermate anche le intercessioni di Ligresti presso Silvio Berlusconi per il futuro di Giannini. Il costruttore siciliano, si legge infatti nell’atto di chiusura delle indagini milanesi, avrebbe avuto“contatti con il presidente del Consiglio” per “fare ottenere, una volta scaduto dall’incarico di Presidente dell’Isvap, l’incarico di presidente” dell’Antitrust a Giancarlo Giannini. In particolare, si legge nell’atto, “nel corso di siffatto tardivo e inefficiente esercizio della funzione di vigilanza […] riceveva da Salvatore Ligresti e accettava la promessa di ottenere, un volta scaduto dall’incarico di presidente dell’Isvap, l’incarico di Presidente dell’AUtorità garante della concorrenza e del mercato. Promessa cui Ligresti faceva seguire contatti con il presidente del Consiglio pro tempore”.