Cronaca

Costa Concordia, trovati resti umani, Gabrielli: “Serve esame del Dna”

Con ogni probabilità si tratta dei corpi dei due dispersi, Russel Rebello e Maria Grazia Trecarichi, che si aggiungeranno così alle 32 vittime del naufragio. Le salme sono state scoperte dai sommozzatori stamattina. Il capo della Protezione civile: "I famigliari sono stati i primi a sapere"

E’ probabile che siano stati ritrovati i resti dei due dispersi che ancora mancano per completare l’elenco delle vittime del naufragio della Costa Concordia. Nel corso delle ricerche all’interno del relitto della nave sono stati infatti trovati alcuni resti umani. Lo ha annunciato il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, definendo il fatto “quasi un miracolo”. Gabrielli ha puntualizzato che per avere la conferma definitiva occorre aspettare l’esame del Dna. Il rinvenimento di quelli che con ogni probabilità sono i resti delle ultime due vittime del naufragio, Russel Rebello e Maria Grazia Trecarichi, è stato effettuato questa mattina dai sommozzatori della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza in corrispondenza della zona centrale della nave. Del ritrovamento sono stati già informati i familiari dei due dispersi.

Secondo quanto si è appreso, il ritrovamento è stato effettuato nei pressi di quella zona indicata sulle mappe di ricerca come “area 3 del centro nave”, un’area in prossimità del ponte 4 dove si presumeva potessero trovarsi i due dispersi al momento del naufragio. L’immersione dei sub era iniziata alle 10 e si è conclusa alle 12. Una volta individuati, i resti non sono stati però ancora recuperati: è stata immediatamente informata la procura che ha disposto il recupero e l’assegnazione ai Ris per gli esami. Nel pomeriggio i sub effettueranno dunque un’altra immersione per riportare a terra le ossa. I sommozzatori hanno cominciato la ricerca dei due corpi il 24 settembre, dopo che i tecnici del consorzio Titan-Micoperi hanno dichiarato zona sicura per le operazioni di ricerca lo specchio di mare intorno alla nave. 

“Non sono venuto qui sapendo dell’esito”, ha sottolineato il capo della Protezione civile, spiegando che la propria presenza proprio stamane sull’isola del Giglio era legata alla volontà di incoraggiare i sub che stavano effettuando le ricerche e dire loro che “occorrevano delle risposte perché anche un’ora in più sarebbe stata vissuta con angoscia dai familiari”. “Delle risposte sono arrivate”, ha detto Gabrielli.