Diritti

Papa Francesco, ci insegni a parlare di disabilità

Gentilissimo Papa Francesco,

Sono Luca Faccio da Bassano del Grappa (Vicenza). Le scrivo per chiederle se per cortesia può spiegare in modo semplice che le persone con disabilità non sono degli appestati da allontanare, ma anzi sono individui con delle capacita da valorizzare e da potenziare al massimo attraverso l’aiuto della famiglia, dalle istituzioni e da gli enti preposti, non crede?

Sono rimasto senza parole quando nei giorni scorsi ho letto la notizia che ad Ischia, in un asilo gestito da delle suore mentre si ospitava una manifestazione a favore dei disabili, fosse stato affisso un cartello con scritto” “La scuola è chiusa per tutti, perché c’è la giornata per i disabili. Sono molto malati… quindi i bambini si impressionano…”.

Le posso assicurare che avendo la Tetraparesi spastica ed utilizzando per spostarmi la carrozzina sia elettrica che manuale, quando mi muovo per la mia città e non solo, incontro molti bambini di età diverse accompagnati dai loro genitori che mi chiedono: “ma perché non cammini?” E rispondo che ho male alle gambe o altre risposte secondo quello che mi nasce dal cuore osservandoli, tutto questo mentre i genitori o l’adulto che è con loro vorrebbe sparire dalla faccia della terra per imbarazzo, o addirittura mi è capitato che l’adulto in questione trascinasse letteralmente via il bambino con violenza inaccettabile.

Dalla mia esperienza posso affermare che siamo noi adulti che creiamo traumi e facciamo “impressionare” i bambini, che invece sono molto sensibili, intelligenti e disponibili a capire cosa e chi hanno di fronte. Se i genitori parlassero sempre con i loro figli spiegando loro in modo del tutto spontaneo cos’è la disabilità soprattutto quando ci si imbattono, i bambini non resterebbero affatto traumatizzati , ma anzi verrebbe soddisfatta la loro voglia di conoscere.

La pregherei inoltre di illustrare in modo chiaro l’atteggiamento da tenere di fronte ad un disabile, che non deve essere pietistico ma assolutamente paritetico, valutando ovviamente l’individuo e non soltanto la sua disabilità.

Dato che lei è una persona concreta e realista, mi sono permesso di chiederle questo aiuto perché sono certo che saprà trovare il giusto equilibrio per spiegare questo concetto a tutti in maniera semplice ed efficace.

In attesa di una sua eventuale risposta da me molto gradita, la ringrazio anticipatamente e le porgo i miei più sinceri saluti con affetto.

Per segnalare la vostra storia scrivete a: raccontalatuastoria@lucafaccio.it