Economia & Lobby

La contabilità industriale non combatte gli abusi in sanità

E’ davvero grottesco lo spettacolo di vanità e di insipienza che le Regioni stanno dando di se stesse. Litigano per i posti al cinema perchè non piacciono quelli loro assegnati dai biglietti.

Di che si tratta? Il governo Letta vuole cambiare il modo di finanziare la sanità e più esattamente vuole definire costi standard definiti confrontando i bilanci di alcune regioni (benchmark). In questo giochetto la Lombardia vuole stare in cima alla lista perchè, bontà sua, si ritiene la Regione migliore (sic). La Toscana rosica rancorosa perchè non è stata neanche presa in considerazione, l’Emilia Romagna fa l’imbucata perchè i suoi conti sono tendenzialmente in disavanzo, per l’Umbria le Marche è tutto grasso che cola… l’importante è stare tra i vip. Le regioni del sud inesistenti. Tutti zitti.

Il grottesco è che non stanno litigando per avere il nobel della sanità ma per una politica finanziaria che in ogni caso finirà per l’ammazzare le qualità di un intero sistema pubblico. Contendersi un posto di prima fila per vedere un film sul proprio suicidio è grottesco.

Ma vediamo meglio di che si tratta:

Ma i problemi più seri sono collegati tutti alla complessità dei malati:

Come tutti sanno, il grande problema che i costi standard pongono sono gli scostamenti fra valori standard e valori effettivi. Nelle strategie industriali la “variance analysis”,assume un ruolo fondamentale di controllo delle performance ed indirizzo delle politiche correttive per il raggiungimento degli obiettivi produttivi. E in sanità? Cosa devono fare le aziende quando gli scostamenti sono giustificati dalle necessità delle cure? Siccome la maggior parte delle Regioni avranno il problema degli scostamenti, cosa si pensa di fare?

Tutti coloro che all’inizio erano perplessi se non contro (Regioni, alcuni economisti, sindacati, esperti Agenas, rappresentanti di partito) oggi tacciono. Evidentemente sono disposti a bere l’intruglio. Il Pd, che pur dichiara di voler difendere una sanità universalistica, tace sull’universalismo alla rovescia che i costi standard rappresentano. La ragione? Non ha un pensiero riformatore. Cioè non sa dove sbattere la testa.

Amara riflessione conclusiva: si potrebbero combattere efficacemente gli abusi in sanità con semplici metodi di trasparenza senza per questo far saltare un intero sistema. Trovo esasperante curare un sistema uccidendolo. I costi standard sono ciò che ci propone un pensiero politico scadente che di sanità e di medicina non sa niente e pensa di risolvere i problemi della sanità con la contabilità industriale.

 

Buone vacanze