Giustizia & Impunità

Voto di scambio, Teresi: “Riforma da Gattopardo, ora condanne più difficili”

Anche il procuratore aggiunto di Palermo boccia il testo in discussione al Senato. "Ora a giudizio bisognerà provare la consapevolezza del politico sulla provenienza dei consensi e l'effettivo procacciamento"

“È una finta riforma, stanno cambiando tutto perché nulla cambi”. Anche Vittorio Teresi, procuratore aggiunto della direzione distrettuale antimafia di Palermo, si unisce al coro di voci critiche sulla modifica dell’articolo 416 ter del codice penale. “A leggere il testo della modifica, mi sembra si tratti di una riforma gattopardiana”, continua il pm palermitano. Il nuovo testo che dovrebbe disciplinare il voto di scambio recita infatti: “Chiunque accetta consapevolmente il procacciamento di voti con le modalità previste dal terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da 4 a 10 anni”. Il nuovo articolo, attualmente in discussione in commissione giustizia del Senato, introduce quindi due nuove parole nell’enunciazione della legge. “Accettare consapevolmente i voti – spiega Teresi -vuol dire essenzialmente che bisognerà provare oltre ogni ragionevole dubbio la consapevolezza del politico in questione,  durante la campagna elettorale, delle modalità di raccolta dei voti in suo favore”.

Una consapevolezza che tutti i politici finiti indagati per voto di scambio negano fino alla fine. Un esempio è il caso dell’europarlamentare Antonello Antinoro, recentemente condannato in appello a sei anni di reclusione per voto di scambio politico-mafioso, che proprio alla fine del processo aveva escluso di avere avuto consapevolezza della caratura dei personaggi ai quali si era rivolto durante le elezioni regionali siciliane del 2008. “La modifica però – spiega sempre Teresi – inserisce anche il termine procacciamento dei voti, e non più la semplice promessa come attualmente previsto”. Il rischio è che non si possa provare l’effettiva corruzione, come invece avveniva prima nella parte dello scambio. “Con la nuova riforma quindi si dovrà provare l’effettivo procacciamento di preferenze, mentre prima bastava documentare la promessa del voto” continua Teresi.

Una riforma che quindi – come già sottolineato dagli ex pm Felice Casson e Raffaele Cantone – rischia soprattutto di indebolire il fronte delle delicate indagini sul voto di scambio. “E’ chiaro – conclude Teresi – che con la riforma del voto di scambio, sarà essenzialmente più difficile arrivare alla condanna di politici che hanno ottenuto sostegno elettorale dalle associazioni criminali: per questo la considero una riforma gattopardiana”. Più che un passo in avanti, quindi, due o tre indietro.

Twitter:@pipitone87