Politica

Kazakistan, Berlusconi blinda Alfano: “Tutta colpa di burocrati e magistrati”

In un colloquio col Corriere della Sera sul caso Ablyazov, il Cavaliere allontana da Enrico Letta lo spettro della crisi. E sui suoi rapporti col dittatore Nazarbayev: "Con lui non ho nessun rapporto di amicizia, figurarsi di intimità"

Blindature. Del suo vicepremier e del ‘suo’ governo. Silvio Berlusconi lo dice con parole chiare: “Alfano non ha colpe e non si tocca. Né lui né l’esecutivo”. In un colloquio col Corriere della Sera sul caso kazako, il Cavaliere allontana da Enrico Letta lo spettro della crisi: “Non vedo nulla che possa mettere in discussione la stabilità – dice l’ex premier – Nulla che possa provocare una crisi. Con tutti i problemi che ha il Paese, e i segnali negativi che giungono dall’economia”. Anche sui risvolti politici della vicenda il leader del Pdl ha giudizi netti: “Qualche irresponsabile pensa davvero di far saltare Alfano per far saltare il governo? Non scherziamo”. Poi se la prende con le opposizioni, giudicando “assurde” le mozioni di sfiducia presentate nei confronti del ministro dell’Interno: “Impegnano il Parlamento e fanno perdere tempo in un momento così difficile e preoccupante”.

Per l’ex presidente del Consiglio, quindi, la vicenda del rimpatrio della moglie e della figlia del dissidente kazako Ablyazov è “scabrosa” ma “non può essere da ostacolo alla durata del governo”, anzi alla questione si sta dando “una rilevanza esagerata”. La colpa di tutto, per il Cavaliere, è dei burocrati e, neanche a dirlo, dei magistrati: “Questo caso è esemplare – ha detto Berlusconi – nel senso che rivela come la burocrazia abbia prevalso sulla politica. E’ la burocrazia che ha deciso di poter far da sola, muovendosi in piena autonomia e con l’avallo, è bene ricordarlo, di quattro, dicasi quattro magistrati. O i giudici sono bravi solo quando si occupano di Berlusconi? Eh no, i magistrati hanno dato validità formale al provvedimento di espulsione“.

“Ai miei tempi, quando venne perpetrata l’intrusione nella mia vita privata con un dispendio di mezzi e uomini degno di miglior causa, il titolare del Viminale dell’epoca non sapeva nulla di nulla. Non seppe mai nulla” ha aggiunto Berlusconi, che ha respinto le accuse che lo vogliono come l’ispiratore del piano kazako: “Vengo sempre tirato in ballo, per qualsiasi cosa. La verità è che con questo Nazarbayev io non ho nessun rapporto di amicizia, figurarsi di intimità – ha precisato – Sono stato ad Astana una sola volta, di ritorno da un vertice del G8”, “quanto alla storia che l’avrei visto in Sardegna, è una falsità: quel giorno non mi sono mosso da Arcore”.