Cronaca

Costa Concordia, Schettino chiederà ancora di patteggiare. Pm: “Non fu inchino”

Presente in aula l'unico imputato. “Quanto alla responsabilità di Schettino, non ci sono dubbi: l’unica cosa sarà vedere come verrà quantificata la condanna” ha detto il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, durante una pausa. Ammesse come parti civili la società, il ministero dell’Ambiente e anche il Wwf

Un anno e mezzo dopo da quella notte di gennaio al Teatro Moderno di Grosseto è iniziato il processo per il naufragio della Costa Concordia. Presente in aula l’unico imputato, l’ex comandante Francesco Schettino, che chiederà di nuovo il patteggiamento. L’avvocato Donato Laino, uno dei legali del collegio di difesa, ha spiegato che chiederanno il patteggiamento per ”3 anni e 5 mesi, ma è un fatto formale, tanto la Procura ci dirà di no”, così come è già accaduto alcune settimane fa.

Il legale ha spiegato che, rispetto al processo, l’obiettivo eèquello di ribaltare ”l’impostazione iniziale che noi riteniamo non corretta”. L’ex comandante è accusato di omicidio plurimo colposo, lesioni plurime colpose, naufragio per l’incidente che il 13 gennaio 2012 causò 32 morti, centinaia di feriti e gravi danni.

In aula è presente, tra le parti civili, anche Domnica Cemortan, la moldava che, secondo alcune testimonianze, sarebbe stata in compagnia di Schettino la sera del disastro: “Sono sorpresa che ci sia un solo imputato. Era una nave, non un’auto”. Il collegio del Tribunale di Grosseto ha ammesso come parti civili nel processo sulla Costa Concordia, contro Schettino, la compagnia Costa Crociere SpA, il ministero dell’Ambiente e anche il Wwf. Sulle loro costituzioni erano state sollevate eccezioni in aula superate ora dalla decisione dei giudici dopo camera di consiglio. 

“Quanto alla responsabilità di Schettino, non ci sono dubbi: l’unica cosa sarà vedere come verrà quantificata la condanna” ha detto il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, durante una pausa. “Alla Procura di Grosseto – ha aggiunto Verusio – considerato il lavoro che abbiamo svolto e l’impianto delle accuse, siamo abbastanza ottimisti che il processo si concluda in tempi rapidi, entro la prima parte del 2014. Una cosa che va chiarita è che l’incidente della Costa Concordia non fu dovuto ad un cosiddetto inchino, ma fu un piacere che il comandante Schettino volle fare a Tievoli, perché i suoi famigliari che vivono al Giglio assistessero al passaggio ultra ravvicinato sotto costa”.

“E’ strano che la mia nave, la Costa Concordia, sia ancora lì, ma non saprei…” ha poi detto in una pausa Schettino.