Politica

Dimissioni di massa? Meno male che Gasparri c’è

Meno che male che Maurizio c’è! Inteso come Gasparri, ovviamente. Meno male, perché se non ci fosse lui, chi potrebbe portare un po’ di originalità nelle dichiarazioni ai media del Popolo della libertà? Che le dichiarazioni successive alle varie sentenze o ai pronunciamenti delle varie corti relativi a Berlusconi, siano un genere televisivo tradizionale, ormai un po’ consumato, è cosa evidente e forse inevitabile, vista la frequenza delle occasioni.

Dopo ogni giudizio della magistratura sappiamo ormai con certezza cosa dovremmo sentire e vedere. Ci sarà Capezzone corrucciato che recita il suo pippone, il noto “capippone”, che presumo sia sempre lo stesso registrato tempo fa e poi mandato in onda ogni volta ce n’è bisogno; ci sarà Cicchitto che inciampa nel suo discorso che vorrebbe fare del sarcasmo ma non ci riesce; ci sarà il broncio della Carfagna e le parole imparate a memoria senza capirne bene il significato della Gelmini.

Che noia! Ma poi finalmente arriva Gasparri e allora sì che ci si può divertire. Ieri, come tutti hanno udito, ha tirato fuori la proposta rivoluzionaria delle dimissioni in massa dei parlamentari Pdl in caso di interdizione comminata a Berlusconi. Ma non contento di questa trovata così geniale, l’ha motivata con una metafora calcistica, spiegando che se una squadra si ritira dal campo, l’arbitro non può far proseguire la partita ma deve prendere dei provvedimenti in merito. Ora, si sa, la politica è una cosa complicata, con regole spesso da interpretare con un ricorso alla logica che può mettere in seria difficoltà l’on. Gasparri, ma il calcio è una cosa semplice, con regole semplici che dicono semplicemente che se una squadra lascia il campo di sua iniziativa subisce una sconfitta per 3 a 0 e un’ulteriore squalifica di solito piuttosto pesante.

Purtroppo c’è anche un precedente celeberrimo che risale ai quarti di finale della Coppa dei campioni del 1992, con l’abbandono del campo di Marsiglia da parte della squadra ospite che cercava di evitare la sconfitta sul campo accampando la puerile scusa della scarsa illuminazione. Che serata triste! E che brutto ricordo! Solo a nominarlo noi proviamo ancora un po’ di vergogna e vorremmo cancellarlo, se non ci fosse qualche Gasparri che ce lo riporta alla mente con le sue improvvide metafore. Per noi intendo noi milanisti perché purtroppo la squadra che fece quella scemenza era il Milan.

Forse Gasparri non se lo ricorda, dato che in quegli anni era preso da altre faccende, ma Berlusconi di sicuro se lo ricorda benissimo e chissà che brivido lo avrà colto ieri sera ascoltando l’originale metafora del suo fedele seguace.