Papa Francesco, al via il Pontificato. Bergoglio sceglie un anello d’argento

Incontro cordiale con la presidente argentina Kirchner. Per la celebrazioni sono previste 132 delegazioni ufficiali da tutto il mondo. Ci saranno anche Napolitano e il premier uscente. Monti Presentati motto e stemma che sono gli stessi di quelli che aveva scelto da vescovo

Il vento dei funerali di Giovanni Paolo II e la pioggia che ha “perseguitato” Benedetto XVI. Con questo clima della vigilia Roma si prepara all’inizio del ministero petrino del suo vescovo, Papa Francesco. Tutto è pronto per la lunga celebrazione di martedì mattina in piazza San Pietro. Alle 8,45 il Papa lascerà casa Santa Marta, dove risiede dal giorno di inizio del conclave insieme agli altri cardinali elettori, e prima di indossare i paramenti per la celebrazione, farà un lungo giro in piazza sulla papamobile per salutare tutti i fedeli che si ritroveranno tra le braccia del colonnato del Bernini. È l’ulteriore conferma che Francesco ama il contatto con la gente, come ha dimostrato anche domenica scorsa al termine della Messa celebrata nella piccola parocchia di Sant’Anna in Vaticano quando ha salutato ad uno ad uno tutti i presenti. Jorge Mario Bergoglio, infatti, non ha nessuna intenzione, indossato l’abito bianco, di rinunciare al contatto affettuoso con il suo popolo.

Sarà il cardinale decano Angelo Sodano a consegnare al Papa, durante la celebrazione, l’anello del pescatore, che era di proprietà del segretario di Paolo VI, monsignor Pasquale Macchi, ed era conservato dal cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi e “capo del conclave” che ha eletto Bergoglio. Sull’anello, di argento dorato, opera dell’artista Enrico Manfrini, è raffigurato, secondo la tradizione, san Pietro con le chiavi. Per la celebrazione di martedì, al momento, sono previste 132 delegazioni ufficiali di altrettanti Paesi del mondo. In primis quella italiana guidata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal premier Mario Monti.

Stamane, nella casa Santa Marta, Papa Francesco ha pranzato con la presidentessa dell’Argentina, Cristina Fernández de Kirchner. Un “incontro cordiale” lo ha definito il direttore della sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, tra due forti personalità argentine che, negli ultimi anni, non sempre si sono trovate d’accordo. La presidente ha chiesto al Papa di “intercedere tra Argentina e Gran Bretagna per agevolare il dialogo sulle Falkland’’ (che dopo referendum restano britanniche, ndr). “Ho trovato il Papa sereno, sicuro e in pace, ma anche occupato e preoccupato per l’immenso compito per la guida per la Santa Sede e per cambiare le cose che lui sa che deve cambiare” ha detto. Sempre stamane, Francesco ha incontrato il Segretario di Stato Tarcisio Bertone, confermato dal Papa sabato scorso insieme con tutti gli altri capi dicastero della Curia romana “donec aliter provideatur, ovvero fino a nuovo provvedimento. Ieri pomeriggio, invece, c’è stato l’abbraccio del primo Pontefice gesuita della storia della Chiesa con il preposto generale della Compagnia di Gesù, padre Adolfo Nicolás Pachón, e l’udienza con monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano, diocesi nella quale si trova Castel Gandolfo, dove, dal pomeriggio del 28 febbraio scorso, risiede il Papa emerito Benedetto XVI.

Oggi è stato reso pubblico lo stemma pontificio. È sormontato dalla mitria, il copricapo dei vescovi, e non dalla tiara come già aveva fatto il suo predecessore. Nello scudo il Papa ha voluto conservare gli stessi elementi scelti per il suo stemma episcopale: in alto c’è l’emblema dei gesuiti, un sole raggiante e fiammeggiante caricato dalle lettere in rosso IHS, monogramma di Cristo; in basso la stella che simboleggia la Madonna e il fiore di nardo che indica san Giuseppe. Il motto, “miserando atque eligendo”, è tratto dalle “Omelie” di san Beda il venerabile che, commentando l’episodio evangelico della vocazione di san Matteo scrisse: “Vide Gesù un pubblicano e siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: ‘Seguimi’”. Un’omelia che è un omaggio alla misericordia divina molto cara anche a Giovanni Paolo II

Aggiornato da redazione web alle ore 16.50