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La mia India II, San Valentino al veleno

Charlie Brown, innamorato cotto (non corrisposto) della ragazzina dai capelli rossi, aspetta con fiducia che qualcuno gli invii una valentina, ma la sua attesa sarà come ogni anno del tutto inutile, l’amore ha i suoi tempi e non rispetta scadenze o anniversari.

Chissà se Anju e Rajveer, due fidanzatini di 16 anni, avranno deciso di suicidarsi pensando che non avrebbero trascorso assieme questo San Valentino? Culture, storie, epoche e paesi diversi, ma di fronte al falò dell’amore, qualcuno getta la spugna e rinuncia alla valentina. L’hanno fatto assieme, un ragazzo e una ragazza di due villaggi diversi che frequentavano la stessa scuola nei pressi di Jaipur, distanti tra loro pochi chilometri nello spazio, ma alcuni secoli nel tempo. L’hanno fatto consapevolmente, scegliendo senza scappatoie il veleno, quando hanno scoperto che le loro famiglie avevano deciso di separarli, costringendoli a cambiare scuola. Niente Verona, con i suoi Montecchi e Capuleti, ma una semplice diversità di casta assassina, che non avrebbe mai permesso la realizzazione del loro sogno. Un gesto estremo, che può anche essere letto in chiave romantica, ma che conferma la sopravvivenza di tradizioni che le leggi non riescono a cancellare. Qualche cosa più difficile da superare dell’odio, di ineluttabile, che distrugge la speranza.

Una breve a pagina 3 sul Times of India del 12 febbraio, per raccontare la cronaca della fine di queste due vite, che come tante avrebbero dovuto correre per sempre parallele senza toccarsi mai. Se le pubblicità sui media indiani invitano ad acquistare per San Valentino un computer con tre anni di garanzia gratuita, la difficoltà o impossibilità di esprimere liberamente i propri sentimenti la fanno ancora da padrone e certi comportamenti sono duri a morire. Lo psicanalista Prahlad Shekawat si domanda quanto spazio ci sia oggi nella cultura indiana per un amore romantico e libero, in cui al posto di puntare su valori realmente moderni, quali l’uguaglianza e il rispetto, si privilegia la rincorsa ai simboli del consumismo e, a partire da Bollywood, il cinema suggerisce che la seduzione nei confronti di una donna passi attraverso un’insistenza ossessiva al limite dello stalking. Ma questo forse è un altro discorso e a tutto ciò Anju e Rajveer hanno già dato la loro risposta, mentre Ciccio continua a sognare la ragazzina dai capelli rossi.