Economia & Lobby

Paradisi fiscali, Berlusconi non scambi l’accordo Rubik con Ruby

Continua a spararle grosse Berlusconi. Come una valanga. E non basterebbe Wikipedia per contenerle tutte. L’ultima trovata è choccante. Rieccolo a  promettere di restituire agli italiani (in contanti) i quattro miliardi di Imu versati sulla prima casa compensando la spesa con il concordato fiscale con la Svizzera sui capitali esportati in nero. Ed ecco che tempestivamente Michele Santoro spedisce la troupe televisiva di “Servizio Pubblico” in loco.

Capeggiata dalla bella e inquisitiva Francesca Fagnani, è sbarcata a Gstaad per indagare nel “cuore di tenebra” della ricchezza nascosta. E ha intervistato la sottoscritta. Che c’entro io con i patrimoni a nove zeri? Assai poco, ma fanno comunque parte del paesaggio. E mentre il resto dell’Europa tira la cinghia (e non sono rimasti più buchi), Gstaad rimane una specie di “riserva indiana” dei paperoni d’Europa. Divisa in caste, in alto i miliardari in euro, tra cui spiccano Ecclestone, Bertarelli, Hoffman più una decina di famiglie greche (che in banca hanno due volte l’equivalente del Pil del loro paese). Tutti beneficiano del forfait fiscale. Poi ci sono i ricchi. La categoria indigenti non è prevista.

Intanto l’ecologista Franz Weber, 84 anni, il “Grillo” della politica cantonale, ha portato a casa un’ inaspettata vittoria contro la speculazione edilizia.

L’iniziativa di Weber, “Basta con l’invasione della costruzione di seconde case”,  ha imposto un massimo che non deve superare il 20% di seconde case nei Comuni. Sull’altro fronte è stato invece bocciato il referendum che puntava da 4 a 6 settimane di vacanze retribuite. In Italia sarebbe stato  un plebiscito, altroché.

E sullo sfondo una Svizzera che per la prima volta nella sua storia finanziaria si trova a fare i conti con una crisi mondiale da un lato, e una crisi d’identità dall’altro. Il segreto bancario, pilastro della sua economia, non è più un segreto. L’accordo fiscale fra l’Italia e la Confederazione però ancora non è stato firmato. Chapeau a Monti, stava lì lì per firmare e poi? Boh, le solite cose all’italiana. Chiudere le stalle dopo che i buoi sono già scappati. Adesso ci pensa Superman, il caro Berlusca, a varcare la linea d’ombra della ricchezza.

Intanto molti capitali  “anonimi” hanno già preso il volo verso altri paradisi fiscali: Dubai, Hong Kong, Shanghai, America del Sud, Asia Centrale, ma anche verso il vicino Liechtenstein.   Accordi internazionali, molto più tempestivamente, sono invece stati  sottoscritti alla fine del 2011 dai governi inglesi e austriaci (i tedeschi ci stanno ripensando) in materia di trasparenza bancaria e evasione fiscale

Accordi che vanno sotto il nome di Rubik, dal cubo rompicapo, praticamente “inventato” per salvare la faccia alla Svizzera. E il buon nome dei suoi evasori.

Tranquilli, a noi provvede B.B., il “badante” Berlusconi…(purché non scambi Rubik per Ruby).