Cultura

La satira in Cina e la critica poetica

 Si scrive “monade” e si legge “intellettuale”Zhishifenzi è il nome d’arte di Cai Lian professore di educazione artistica alle scuole medie e, proprio grazie all’incoraggiamento dei suoi alunni, disegnatore satirico ormai di chiara fama. Un fumettista cinese che ci regala emozioni e riflessioni sulla contemporaneità in un solo riquadro.

Le sue figure, più spesso in bianco e nero, si trasformano per esprimere in una sola immagine tutte le contraddizioni della modernità cinese. Riflette sull’uomo e sulla città, sulla tecnologia e sulla storia cinese e la sua matita traduce tutto in un codice universale che non ha bisogno di essere accompagnato da parole.

Le sue sono immagini forti, ma sempre “delicatamente poetiche“. Tanto che, seppure si legge una forte critica verso gli ultimi trent’anni che hanno portato “l’inquinamento e la devastazione dell’ambiente, il divario sempre più profondo tra ricchi e poveri e la corruzione” – come spiega a China Files  – il suo blog non ha mai subito la chiusura totale o la censura che spesso mette in difficoltà i vignettisti dell’ex Impero di Mezzo. Solo qualche sua illustrazione, ci rivela fra le righe, ha avuto problemi ed è stata fatta sparire dal sito web.

Per questo quello che si augura per il futuro è potersi “continuare a esprimere liberamente” e per il suo paese “uno spazio sempre più libero per la satira“. E per questo non possiamo che segnalarlo anche al pubblico italiano, perché come ci fa notare quando ci spiega il suo nome d’arte “non siamo altro che minuscoli elementi all’interno della società. Ma possiamo irradiare luce e calore“.