Cucina

Lo chef-gigolò che non teme la crisi

Per il 2013 la disoccupazione è stimata al 12 per cento e sono 37 su 100 i giovani italiani che non hanno un impiego. Per reagire alle ristrettezze molti si inventano occupazioni fantasiose: ecco la storia di Pascal, un cuoco che intrattiene le sue clienti anche nel dopo cena

La congiuntura aguzza l’ingegno: in attesa di una timida ripresa, smesso ormai il sogno di un nuovo miracolo italiano, i cittadini dello stivale sembrano conservare la proverbiale elasticità e brillantezza nell’inventarsi nuove occupazioni. C’è l’amministratore di condomini “con specializzazione nel sedare risse”, la professionista nel solletico ai piedi, lo spalatore di letame a cui si offre un contratto a tempo indeterminato. D’altra parte, in un paese dove Bankitalia stima il tasso di disoccupazione al 12% nel prossimo 2013, mentre il livello di inattività dei giovani italiani sfiora già il 37%, per sbarcare il lunario c’è chi le pensa tutte, con una predilezione verso le professioni più solide e anticongiunturali: la crisi lascia i lavoratori in mutande? Qualcuno di questa condanna ne ha fatto una professione, la più vecchia del mondo, inventandosi anche cuoco: così nascono gli chef-gigolò.

Ecco quindi la storia di Pascal (raccontata sul sito Sex and Rome), che da due anni veste i panni del gigolò a Roma. Ma più che vestirli, Pascal i panni se li toglie per mettersi in cucina: «Nell’ultimo anno ho avuto un calo di richieste, vuoi la crisi, vuoi che questo ambiente è pieno di concorrenza, e poi le donne hanno sempre bisogno di nuovi stimoli». E allora il giovane ha seguito corsi di cucina elaborata e adesso offre cena e dopo-cena nello stesso pacchetto: «Il menù? Si adatta alle esigenze delle signore. Cerco sempre di sapere in anticipo i gusti della mia cliente e comunque mi trovo spesso nudo mentre servo le portate».

Pascal specifica che non sempre si finisce a letto, anche se alla fine – sesso o non sesso – la tariffa è la stessa. Quanto? Si va dai 500 agli 800 euro per la cena fino ai 1000-1200 euro per cena e dopocena: i gigolò sono un mercato a parte, che non segue ad esempio quello delle escort e quindi non ci sono tariffari fissi. Sui menù del giovane in affitto non c’è niente di prestabilito, lo chef si muove tra grandi classici e sperimentazioni elaborate, cercando di valorizzare le preferenze della commensale. Certo, le clienti hanno vezzi e gusti particolari, che spesso esulano dal cibo in tavola: «Una volta – racconta Pascal – una donna ha rifiutato di mangiare, mi ha insultato dicendo che le avevo preparato una cena disgustosa e ha ordinato la pizza. Dopo essere andati a letto insieme mi ha detto che era stato tutto uno stratagemma per eccitarsi: a lei piaceva maltrattare gli uomini». Insomma, aumentano purtroppo i giovani disposti a tutto. E per non abbattersi e cedere alla disperazione, c’è chi è disposto a vendere anche se stesso. Oppure ad appendere al chiodo la propria laurea per fare il pupazzo: è successo veramente, in Inghilterra, dove Jamie Fox, un ragazzo inglese di 22 anni laureato in musica e letteratura all’Università di Bangor, lavora come spaventapasseri in un campo per circa 300 euro a settimana.

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