Cronaca

San Cipriano d’Aversa, intimidazioni al locale anticamorra

Nella notte di capodanno sono stati sparati colpi di pistola contro il portone della pizzeria Nco, acronimo di nuova cucina organizzata, locale gestito dalla cooperativa Agropoli che ogni anno insieme a Libera contribuisce all'iniziativa "Un pacco alla camorra"

Mentre si festeggiava l’inizio del nuovo anno, a San Cipriano d’Aversa, feudo del clan dei Casalesi in provincia di Caserta, malviventi a bordo di una macchina hanno esploso 4 colpi d’arma da fuoco sul portone del ristorante pizzeria Nco, locale simbolo dell’antimafia sociale e del riscatto di una terra. Nella storia criminale, Nco è la sigla che rimanda alla nuova camorra organizzata, il gruppo capeggiato da Raffaele Cutolo, padrone della Campania, che si scontrò in una guerra sanguinaria contro la nuova famiglia del boss Carmine Alfieri. Un gruppo di ragazzi, guidati dall’attivista Peppe Pagano, hanno ridato significato a quella sigla, irridendo la fama dei boss, e ribattezzando il locale Nco, nuova cucina organizzata, esperienza di contrasto al crimine e occasione di lavoro. Un ristorante gestito dalla cooperativa ‘Agropoli’ che impiega ragazzi disabili e che, ogni anno, contribuisce, insieme a Libera, alla realizzazione dell’iniziativa ‘Un pacco alla camorra’. Un locale che offre i prodotti coltivati nelle terre confiscate ai clan. “Quei colpi di pistola – ha scritto Peppe Pagano in un appello pubblico – sono diretti contro il cammino di riscatto intrapreso da tantissimi cittadini che si affrancano così dai tentacoli della camorra. Questo cammino non si fermerà”.

Non è stato l’unico episodio intimidatorio registrato in questi giorni. Il 30 dicembre c’è stato, a Casal di Principe, il furto del monumento che ricorda Salvatore Nuvoletta, il carabiniere ucciso dal clan dei Casalesi, eretto su un terreno confiscato a Francesco Schiavone, noto come Sandokan, capo del gruppo criminale casertano. Dopo le intimidazioni alla Nco sono giunti attestati di solidarietà da più parti. “Bisogna rilanciare con più determinazione – spiega Antonio Amato, presidente della commissione regionale contro la camorra – il sostegno al modello di riutilizzo dei beni confiscati che, sulle Terre di Don Peppe Diana, ha ormai determinato la nascita di un nuovo modello di sviluppo e di economia sociale”. Il prossimo 5 gennaio è prevista un’assemblea pubblica nel ristorante pizzeria Nco con Don Luigi Ciotti per discutere e denunciare l’accaduto e ripartire per un nuovo anno di cucina e attività anti-camorra.