Politica

Io ambientalista, indeciso tra Bersani, Renzi e la scheda bianca

Per chi vuole innanzitutto ridurre le emissioni, de-cementificare il paese, fermare le grandi opere inutili a partire dal Tav Torino Lione e al primo turno delle primarie ha votato Vendola la scelta al ballottaggio non è facile. Forse la stessa difficoltà vale per chi ha votato Puppato. Al ballottaggio si sceglie il meno peggio. Sul principio sono d’accordo. Ma chi è il meno peggio? Renzi che ancora di recente – quindi già in fase di acchiappaconsensi -si accalora contro i comitati anti-inceneritore, o Bersani che fa la prefazione al libro Sì-Tav?  Probabilmente non sono molti gli elettori che ragionano con queste priorità. Però ci sono. Io stesso come elettore guardo anche, ovviamente, ad altre cose. Ma quelle le so già. Ambedue Bersani e Renzi non mi darebbero il matrimonio gay, ma solo l’unione civile. Invece sul lavoro sono molto diversi, infatti la Cgil appoggia Bersani.

Ma quello del lavoro non è per me – lo dico sommessamente e con rispetto – il tema dirimente. Per me lo sono di più gli immensi edifici di nuovo terziario a cui governi locali Pd come a Torino han dato via libera, o quello che ha fatto Veltroni con l’urbanistica romana, e le sovraproduzioni di energia e così via. Su Renzi sindaco ci sono varie critiche. Ma adesso sul tema è circondato da due ex presidenti e un ex direttore di Legambiente. Vigileranno, si spera. E Bersani, chi e cosa ha di verde?

Il mio candidato Vendola ha detto che spetta a Bersani convincerci. Se non ci riuscirà non so davvero che fare. Non mi piace non andare a votare al ballottaggio, non voglio “indebolire la coalizione”. Ho persino accarezzato l’idea di andare a votare e annullare la scheda con scritte ambientaliste…