Cultura

‘Giorni dell’Eden’, il nuovo album della Casa del Vento

Si chiama Giorni dell’Eden (Mescal 2012), la settima fatica discografica della Casa del Vento, in uscita il 27 novembre prossimo. La Casa del Vento è tra i gruppi più impegnati della scena combat folk italiana. Una band che ha collaborato con nomi importantissimi della scena musicale italiana ed internazionale come: Modena City Ramblers, Elisa, Ascanio Celestini, Finaz ed Erriquez della Bandabardò, Banda Osiris, Ginevra Di Marco e Patti Smith. Si proprio lei la signora del rock, che di recente ha dichiarato: «la creatività che hanno portato nel mio album è unica […] è stata una esperienza meravigliosa!». Gli artisti di La Casa del Vento, infatti sono ad aver collaborato in due brani – Seneca  e Costantine’s Dreams – del nuovo album di Patti Smith: Banga.

Giorni dell’Eden è un disco di ballads che (con)fonde la canzone d’autore con il rock. Canzoni che fanno riflettere e viaggiare chi le ascolta. Un album che va alla ricerca disperata di un percorso di redenzione, individuale e collettivo, che «nasce dal grido – spiega Luca Lanza voce della band – sommesso e inascoltato di chi soffre, tutte le ‘anime tagliate’, le ‘braccia troppo stanche’ ignorate in questa società». Un suono bastardo, arricchito da tanti ospiti. Un viaggio che ci racconta la voce della band: Luca Lanza.

Vantate la collaborazione con la signora del rock: Patti Smith. Ci racconti?
Era l’estate del 2009 quando ricevemmo l’invito dei volontari di Emergengy a suonare al loro Meeting nazionale di Firenze. Da pochi giorni se ne era andata Teresa Sarti, moglie di Gino Strada, per questo l’emozione era davvero palpabile. Una volta lì sapemmo che Patti Smith sarebbe stata della serata. Tutti erano ancora più eccitati anche per questo.

Lei aprì la serata, da sola con la chitarra facendo cantare a tutti “People have the power”.

Poi giunse il nostro momento e furono tre canzoni, le nostre Migrantes, Ogni splendido giorno e Carne da Cannone, che scossero davvero il pubblico tra diritto, rabbia e tenerezza. Proprio durante la nostra performance Patti stava per lasciare il Mandela Forum e fu letteralmente rapita dalla musica della Casa del Vento. Con grande umiltà ci fece i complimenti e chiese un contatto. Dopo tre giorni ricevemmo un’email da parte del suo tour manager italiano che ci chiedeva se fossimo d’accordo ad una collaborazione con lei!

Così Patti Smith, dopo poche settimane, tornò appositamente da New York ad Arezzo per registrare con noi. E così via, tre concerti in Italia, due a Parigi, una nuova registrazione in cui registrammo Seneca e Costantine’s dream inclusi in Banga, suo ultimissimo album,  un reading ad Arezzo e un nostro concerto a Montevarchi con lei come ospite.

Tanti gli ospiti in questo nuovo viaggio. Un disco che conferma l’impegno sociale della band e un suono sempre più rock. Come nasce Giorni dell’Eden?
È il lamento di chi invece merita l’Eden, un proprio paradiso. Sono visioni e simbologie bibliche, metafore sul raggiungimento di una salvezza, senza però un’accezione religiosa bensì laica. C’è nell’album un trasversale richiamo al non arrendersi, allontanandosi dalla meschinità e dal dolore. Si parla di sociale come elementi di salvezza e del desiderio di libertà che affiora dai movimenti delle primavere arabe nel brano Hurriya in cui spicca il rapper marocchino Youss Yakuza; del tema della scuola pubblica in La parola rende uguali ispirato all’opera di Don Milani e l’urgenza di progresso e cultura in L’inferno e la bellezza feat. Dan (‘A67), in cui si cita il tragico omicidio di due venditori senegalesi avvenuto il 13 dicembre 2011 a Firenze per mano di un invasato con idee filo-fasciste. Altri ospiti sono: Lenny Kaye, guitar-man di Patti Smith, Violante Placido suadente nella parte in inglese di Icarus, Francesco Chimenti visionario cantante dei Sycamore Age nella psichedelica Rose di marzo, e il nostro amico Francesco Moneti, musicista onnipresente negli album della Casa del Vento.

Nel disco c’è “Just Breathe”, cover dei Pearl Jam. Come mai questa scelta?
Amiamo molto la sintesi dei Pearl Jam tra rock elettrico e acustico. L’emozione trasmessa dalla voce di Eddie Vedder è unica. Lui ha realizzato anche la colonna sonora del film Into the wild,  un film anch’esso incentrato su un’idea di ricerca di un proprio Eden: lo scappare per ricercare una propria dimensione o felicità. Just breathe è una canzone d’amore e sulla fragilità di questo sentimento, amore per noi inteso come elemento qualificante contro la sofferenza umana.

Il brano che chiude l’album è anche il primo singolo: L’inferno e la bellezza. Cosa è l’inferno e cosa la bellezza?
L’Inferno è la corruzione, l’ingiustizia, l’arroganza, il liberismo sfrenato, l’ignoranza, l’individualismo, l’interesse di pochi per lo sfruttamento di molti, le scuole che cadono a pezzi e i tagli alla cultura e alla scuola, il ricatto verso gli operai, la demolizione dell’articolo 18 e dei diritti, la non cittadinanza ai bambini provenienti da culture altre, andare in pensione a 68 anni, pagare la sanità.

La Bellezza è l’onestà e i valori che porta con se, la giustizia giusta, la solidarietà, uno stipendio dignitoso in un lavoro sicuro, diritti per donne, bambini, anziani e i lavoratori, l’integrazione dei migranti, la cultura ed il progresso.  Questi tipi di Bellezza possono salvarci dall’Inferno sociale che ci circonda, ma comporta un cambio radicale della società attraverso una politica nuova. Gli ‘A67 parlano questa lingua ed è per questo che vi abbiamo coinvolti, perché solo l’unione di tante voci può tentare di cambiare le cose.

L’album sarà presentato nelle seguenti Fnac:

23 Novembre – h. 18: Milano – Via Torino 45
24 Novembre – h.18,30: Roma – Via Alberto Lionello 201 (GRA Bufalotta)
30 Novembre – h.18: Firenze – Centro Commerciale I Gigli – Campi Bisenzio
01 Dicembre – h:17: Torino – Via Roma 56

Ascolta il singolo L’inferno e la bellezza