Politica

Primarie del centrosinistra: il grande gioco di Renzi

“Prometto sul mio onore di fare del mio meglio per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese”. Che cos’è? Un motto militare? Un lascia passare per qualche setta di iniziati? No, semplicemente l’incipit della promessa scout, che generazioni e generazioni di bambini e adolescenti hanno fatto davanti ai loro gruppi, quelli cattolici dell’Agesci, mano sinistra appoggiata alla fronte. Ed eccola qui, la formula usata da Matteo Renzi, annunciando la sua candidatura alle primarie a Verona:  “Pongo il mio onore nel meritare la vostra fiducia…”.

Comunque vada, la campagna per le primarie del giovane Matteo resterà non solo negli annali, ma chissà, forse sarà studiata pure nei libri di storia (e del costume). E vista da vicino, assomiglia tanto alle formule testate e rodate da decine d’anni di scoutismo. C’è il “grande gioco”, quell’impresa da compiere vincendo una serie di sfide e di ostacoli, per arrivare a un obiettivo importante. Di solito “i capi” lo presentano ai loro ragazzi mascherati, magari ricevendo pure in cambio qualche buh. Matteo il grande gioco l’ha sceneggiato dall’inizio: vi ricordate la scenografia della Leopolda 2 con i dinosauri sul palco? E poi, i filmatini, le canzoncine, le sorprese…le continue esortazioni a non fermarsi. Poi, c’è la “condivisione”, che nella versione renziana si traduce nei cinque minuti per tutti, ognuno dica chi è, che ha fatto e che vuole fare. Il giro in camper delle province italiane non è proprio come camminare tutti insieme in montagna con gli zaini o montare la tenda sulla neve, ma tutto considerato dà abbastanza l’idea del percorso un po’ impervio, lungo e di certo scomodo.

Altra parola chiave dello scoutismo “insieme”: sì perché il gruppo è tutto. Ed eccola lì, l’attitudine di Matteo a circondarsi di amici fidati (il gruppo più ristretto), ma pure a parlare alle folle come a un grande gruppo che insieme può cambiare il paese. Anche se sia chiaro: il capo è lui, e non si discute. Ma pure negli scout, il capo è il capo. Nelle gite domenicali di lupetti e lupette, guide ed esploratori, il pranzo (al sacco, dunque panini e qualche frutto) è un momento centrale: e alla Leopolda, sabato scorso a pranzo, dopo l’ultimo discorso del capo che si serviva (gratis, per tutti)? Panini al salame e al prosciutto, mele e banane, acqua e – aggiornamento filologico – qualche yogurt. D’altra parte, scout è stato Matteo, scout è stata la moglie Agnese, amico degli scout è uno dei suoi fedelissimi, oggi dirigente Rai, Luigi De Siervo. L’altro “migliore amico”, Marco Carrai, gli scout non li ha fatti, ma si racconta che i due si siano conosciuti “ai tempi degli scout”.  

E pure il finanziere Davide Serra ha la garanzia: anche lui è stato un convinto boy scout.