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Euro 2012, la finale a Roma: bandiere con svastica e Duce. Tifosi arrestati

Schermo colpito da petardi e fumogeni al Circo Massimo, dove mezzo milione di persone ha assistito a Italia-Spagna. Alcuni naziskin fanno il saluto romano e cercano la rissa. A Milano urla e spintoni, conditi da un breve un lancio di oggetti, verso un gruppo di spagnoli in festa

Fratelli d’Italia, l’Italia s’è mesta. Tristezza, sconforto e frustrazione – che a Roma sfociano anche in episodi di violenza e di apologia del nazismo (video sotto) – accompagnano da subito, dall’inizio della partita, i tifosi davanti ai maxischermi nelle piazze delle città e delle località balneari, nei bar, nei ristoranti e anche nelle case. Nelle vie sempre più silenziose e nelle luci delle case che si spengono mestamente una dopo l’altra. Più che una sconfitta, un’umiliazione. Mai una finale di un grande torneo era finita con un risultato del genere. Nessuna salvezza, nessuna redenzione. Nessuna festa.

Al fischio finale, con la coda tra le gambe milioni di persone in libera uscita dai doveri e dalle preoccupazioni tornano meste a rinchiudersi nelle proprie case. Domani, oggi, è un altro giorno. Al Circo Massimo di Roma, tra le centinaia di migliaia di persone davanti ai maxischermi, gli episodi più brutti. Tra la folla, nascoste dai tricolori ma sempre visibili, sventolano una bandiera con la svastica e altre con l’effige del duce. Già alla fine del primo tempo, quando molta gente cercava di uscire, i primi accenni di zuffe e risse nel deflusso. Gruppi di naziskin hanno turbato la visione della partita agli altri tifosi con saluti romani, lanci di fumogeni e provocazioni, cercando la rissa ad ogni costo. Lo schermo principale è stato spento addirittura qualche minuto prima della partita, sommerso da un lancio di bottiglie e petardi, fumogeni e aste di bandiere.

La polizia, intervenuta in tenuta antisommossa ad aiutare gli steward solo verso la fine della partita, ha contenuto un ulteriore degenero. E nella notte ha effettuato qualche arresto. Eppure tutto era cominciato bene. La spianata del Circo Massimo inizia a riempirsi fin dal primo pomeriggio di tifosi italiani e spagnoli. Per combattere il caldo, che arriva fino a 40 gradi, la Protezione Civile distribuisce bottigliette di acqua. La sera il prato si riempie all’inverosimile, quasi mezzo milione di persone cantano all’unisono l’inno nazionale. Tra di loro anche il sindaco Gianni Alemanno, arrivato pochi minuti prima dell’inizio della partita, che parlando – come spesso gli accade – troppo presto, si vanta della perfetta organizzazione.

Ma la partita si mette male fin dall’inizio, alcune scelte incomprensibili di Prandelli non fanno altro che aumentare il malcontento, di cui approfitta il solito gruppo di fascisti facinorosi. E la situazione degenera. Tensione anche a Milano, dove erano in 50mila in Piazza Duomo a seguire la partita davanti al maxischermo. Verso la fine della partita un improvviso fuggi-fuggi ha provocato qualche contuso nella calca che si è creata. Mentre nel dopopartita ci sono stati urla e spintoni, conditi da un breve un lancio di oggetti, verso il gruppo di spagnoli in festa, con la polizia costretta a fare cordone introno a loro per proteggerli. Solamente amarezza nelle altre piazze italiane, dal profondo sud all’estremo nord. Sconforto anche dove il solo fatto di aver potuto assistere alla partita davanti ai maxischermi equivale, per una sera, alla più grande delle vittorie. Dalla Piazza Duomo de L’Aquila alle tendopoli di Finale Emilia, Mirandola, Medolla e San Felice, nell’Emilia terremotata, la delusione e l’amarezza sono solo sportive. Esausti ma orgogliosi, gli sfollati a fine partita rientrano nelle loro tende, chiedendo che le telecamere che si spengono su questo Euro 2012 non si allontanino anche da loro. Domani, oggi, è un altro giorno. E c’è ancora tanto da fare.