Cronaca

Monasterace, dopo il sindaco la ‘ndrangheta minaccia una consigliera

Questa volta è stata "avvertita" Clelia Raspa, capogruppo della maggioranza che sostiene al comune il primo cittadino Maria Carmela Lanzetta. All'alba sconosciuti hanno incendiato l'auto dell'amministratrice. Eè l'ennesimo attentato nel paese della locride 

Torna a salire la tensione a Monasterace, piccolo comune nella Locride che prova a resistere alle minacce della criminalità organizzata. Questa volta è stata “avvertita” Clelia Raspa, capogruppo della maggioranza della lista civica “Indipendenza e Libertà” che sostiene al comune il sindaco Maria Carmela Lanzetta. Alla Raspa, medico che presta servizio nella sede Asp di Locri, è stata data alle fiamme l’auto personale, parcheggiata vicino alla sua abitazione. Alcuni ignoti hanno incendiato parzialmente la vettura all’alba, ma l’incendio è stato domato dal pronto intervento dei vigili del fuoco e quindi la macchina è stata danneggiata solo nella parte posteriore. Ora i carabinieri stanno indagando su quanto è accaduto.

Il comune, in provincia di Reggio Calabria, è stato teatro di diversi attentati di ‘ndrangheta, rivolti sopratutto verso la persona del sindaco Lanzetta. Nella notte tra il 25 e il 26 giugno2011, dopo neanche un mese dalla sua rielezione, la Lanzetta vide andare in fiamme la sua farmacia. Passò qualche mese e nel marzo scorso diversi colpi di pistola furono esplosi contro l’auto del sindaco parcheggiata davanti alla sua casa. Quella fu la goccia che fece traboccare il vaso della pazienza del primo cittadino, che presa dallo sconforto annunciò le sue dimissioni. La notizia scatenò sdegno in tutto il paese e in segno di solidarietà alla Lanzetta, che nel frattempo ottenne una scorta, scesero nella locride il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri, esponenti della Commissione antimafia e il leader del partito del sindaco Pier Luigi Bersani. Dopo questi attestati di vicinanza delle istituzioni il sindaco decise di ritirare le proprie dimissioni ma il giorno stesso in cui diede l’annuncio ricevette una lettera di minacce. Questo fu l’ultimo gesto di minaccia fino a oggi. 

Nel 2010 vennero arrestati i boss Benito Vincenzo, Antonio Ruga, già condannato nei processi “Stilaro” e “Stilaro 2” per associazione mafiosa e interdetto dai pubblici uffici, l’imprenditore Aladino Grupillo e il responsabile dell’ufficio tecnico comunale Vito Micelotta. Il gip Silvana Grasso scrisse in merito al comune di Monasterace che: “Si tratta di un’amministrazione in cui le regole non esistono, il tutto ad esclusivo vantaggio e favore di amici, potenti e mafiosi”. Poi venne eletta Lanzetta che si impegnò a dare una sterzata legalitaria.