Donne di Fatto

Donne di Fatto, come non saremo e cosa faremo

All’inizio non ero tanto d’accordo. “Dobbiamo fare una sezione dedicata alle donne”. Io avevo i miei dubbi. Consideravo il fatto che le donne rappresentano il 53 per cento della popolazione mondiale. Che forse, invece di dedicare loro degli spazi ben determinati, bisognerebbe allargare lo sguardo degli uomini. Ma da qualcosa bisogna pur cominciare. E allora ho pensato all’opportunità che mi viene offerta nel coordinare “Donne di Fatto”, uno spazio online pensato e realizzato da donne. Già, perché un (piccolo) obiettivo lo abbiamo già raggiunto: le quote rosa, qui a Ilfattoquotidiano.it le abbiamo già superate. Anzi, sarebbe più corretto parlare di “quote azzurre”. Adele, Angela, Clarissa, Claudia, Evelina, Ilaria, Irene, Martina, Monica sono solo alcuni dei nomi delle giornaliste che danno vita a questa sezione. Con qualche benvoluta eccezione maschile, come Domenico, autore della rubrica del lunedì “Tube Katodiche”

Vi posso dire come sarà Donne di Fatto. Sarà piena di contenuti. Che siano leggeri – tutti abbiamo interessi oltre alla politica e ai tribunali no? – o pesanti, saranno sempre e comunque veri. Quattro le categorie per raccontare la realtà in cui viviamo ogni giorno: le storie di Passate parola, interviste e ritratti in Sorelle d’Italia, moda – sì anche quella ma non solo – in Avere o essere e Il corpo, la mente per salute, benessere e medicina. Tre le rubriche: al lunedì Tube Katodiche cercherà di analizzare come le donne sono (mal)rappresentate in televisione; al mercoledì Ma Twit te l’ha chiesto metterà insieme i cinguettii più assurdi e divertenti della settimana; al venerdì Nina Palmieri, autrice e conduttrice su Fox Life del Sex education show, risponderà alle domande dei lettori su sesso e sentimenti: basterà scriverle a ninarisponde@gmail.com

E’ anche facile dirvi come non sarà Donne di Fatto. Non sarà come gli altri “femminili”. Niente finte lettere a esperti di tutto. Niente pubblicità travestita da articoli. Nessuna paginata piena di faccine di presunti-famosi-che-vanno-a-feste-molto-vip-e-si-vestono-tanto-tanto-bene. Niente gallery di modelle anoressiche che vestono abiti immettibili che costano pure un sacco di soldi. Niente carrellate di profumi, creme o trucchi presentati con chilometri di aggettivi che finiscono sempre in “issimi”. Niente storie irreali e irraggiungibili che tentano di farci sognare (e soprattutto comprare) un mondo artificiale che esiste solo nella pubblicità.

Saremo vere, solide e concrete. Come sono le donne. 

Per mandare idee, curriculum, proposte e anche critiche, scrivete a ddifatto@gmail.com