Giustizia & Impunità

Fondi neri, truffe e servizi segreti: il sistema De Gregorio raccontato dal commercialista

Da novembre 2011 fino a pochi giorni fa, Andrea Vetromile è stato interrogato a più riprese in qualità di teste. Per gli inquirenti, le sue sono dichiarazioni dal contenuto fondamentale perché permettono di mettere insieme e dare una chiave di lettura precisa a tutta l'attività investigativa condotta per mesi

Il senatore Sergio De Gregorio

Per gli inquirenti che indagano sul sistema d’affari del senatore Pdl Sergio De Gregorio e sui legami di quest’ultimo con Valter Lavitola, le sue sono dichiarazioni di fondamentale importanza perché “consentono di avere un quadro d’insieme assolutamente completo e proveniente da un punto di osservazione privilegiato”. Il lui in questione è Andrea Vetromile, per anni commercialista e consulente del lavoro del gruppo composto dal senatore ex Idv e dall’ex direttore de l’Avanti. A partire da novembre 2011 e fino a pochi giorni fa, Vetromile è stato interrogato dai pm come teste e ha raccontato con estrema dovizia di particolari il meccanismo che ha permesso al senatore di ricevere dallo Stato i contributi pubblici per l’editoria e di farli sparire all’interno di alcuni fondi neri all’estero, su cui sono confluiti anche i finanziamenti alla Fondazione Italiani nel Mondo. Non solo. Il commercialista ha spiegato anche il legame tra Lavitola e De Gregorio, ha fornito particolari inequivocabili sulla compravendita di parlamentari da parte del Popolo della Libertà e ha tirato in ballo altre persone.

Tra questi c’è anche Vincenzo Ghionni, personaggio ben inserito nei palazzi del potere e presentato da Lavitola all’ex ministro Gianfranco Rotondi che, secondo Vetromile, lo avrebbe aiutato ad avere incarichi pubblici. In cambio di cosa? “Della stessa assistenza e consulenza fornita al Lavitola/De Gregorio” specifica il consulente. Dalla sua testimonianza, inoltre, è emerso un altro particolare non di poco conto. De Gregorio, infatti, aveva alle sue dipendenze un rappresentante dei servizi segreti: il senatore gli versava un consistente stipendio mensile, lo 007 ricambiava con informazioni riservate.

Insomma: per gli inquirenti, quelle di Andrea Vetromile sono dichiarazioni dal contenuto fondamentale perché permettono di mettere insieme e dare una chiave di lettura precisa a tutta l’attività investigativa condotta per mesi. Sono gli stessi pm a sottolinearlo: le ricostruzioni dell’ex commercialista “oltre ad essere intrinsecamente attendibili per precisione, coerenza, logicità, nonché frutto di una diretta cognizione dei fatti descritti, sono ampiamente riscontrate dalla documentazione acquisita, dagli accertamenti effettuati, dalle dichiarazioni rese da tutti i soggetti escussi (testimoni o coindagati)”. Non solo. Le parole di Vetromile hanno fornito anche altri spunti d’indagine: gli omissis all’interno dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Lavitola e De Gregorio sono lì a testimoniarlo. E a far presagire altri sviluppi. Anche per questo motivo, ecco ampi stralci di quanto dichiarato dall’ex commercialista ai magistrati.

FALSI MOVIMENTI TRA LE SOCIETA’ E LE ASSOCIAZIONI DI DE GREGORIO
“Dopo diversi anni che lavoravo con lui ho capito che i movimenti intercorsi tra le società del De Gregorio e le sue società-associazioni (Italiani nel mondo Channell, Italiani nel mondo, Italiani nel mondo reti televisive, Italiani nel mondo Raio tv, Associazione internazionale Italiani nel mondo, Movimento politico Italiani nel mondo e altre) sono tutti rapporti non effettivi posti in essere al solo scopo di giustificare i movimenti fìnanziari del De Gregorio”.

LE FATTURE FALSE CON I NAPOLETANI
“Mi risulta che una serie di imprenditori napoletani e comunque campani hanno finanziato nel tempo il De Gregorio per ottenerne favori politici in molti casi non arrivati ….. omissis …. Questi soggetti hanno pagato per lo più con assegni o bonifici ricevendo fatture per prestazioni di servizi pubblicitari, prestazioni di servizi televisivi dalle società del gruppo in realtà mai forniti. Le società che emettevano fatture erano tutte quelle del gruppo Italiani nel mondo … omissis …”

LA FIGURA DI VINCENZO GHIONNI E LE TASSE NON PAGATE
“Conosco Valter Lavitola da molto tempo, forse da quindici anni, dati i suoi rapporti con De Gregorio. Il mio studio si è occupato delle buste paga dell’International Press per diversi anni, sia per giornalisti che per impiegati. Era Ghionni Vincenzo della CCE di Napoli con studio in Via Cappella Vecchia che curava la pratiche per ottenere il contributo pubblico. Mi risulta che i costi dedotti per ottenere il contributo pubblico erano costi fìttizi creati apposta per questo scopo. Queste circostanze mi sono note perché alcune società che hanno emesso fatture per giustificare quei costi erano riferibili a De Gregorio. Io stesso ho visto la Gazulli compilare al momento le fatture necessarie in Via Terracina 432. Le società a cui mi riferisco sono la BVP, Italiani nel mondo, Aria Nagel, Italiani nel mondo Channell. Le tasse, in particolare l ‘IVA, non venivano mai pagate provvedendosi alle compensazioni con altre società collaterali”.

I RAPPORTI DI DE GREGORIO CON LE FORZE DELL’ORDINE
“Mi risulta che il De Gregorio aveva rapporti con esponenti di vertice della Gdf, dei CC e della Polizia di Stato. Mi risulta che avesse rapporti molto stretti con il Gen. Pollari per averli visti alcune volte insieme al Senato e con il Gen. De Donna dei CC (con il quale poi questi rapporti si ruppero). Questa ultima circostanza mi risulta perché il De Gregorio mandò via dalla sera alla mattina una ragazza che lavorava con lui Eleonora De Simone in precedenza segnalata dal De Donno. Mi risulta che adesso lavori alla G Risk di Via Tagliamento”.

FALSE ASSUNZIONI NELL’EDITORIA PER AVERE CONTRIBUTI MINISTERIALI
“I miei rapporti con il senatore De Gregorio iniziano nell’anno 2001 quando fui chiamato dal suo collaboratore Lucianelli, per curare la consulenza del lavoro dei suoi dipendenti. Io mi sono occupato principalmente per la società B. P. V. ed Aria Nagel. Lo stesso De Gregorio mi ha presentato Valter Lavitola al fine di curare la consulenza del lavoro per il quotidiano l’Avanti e precisamente la società Cooperativa International Press. Per quest’ultima società in particolare mi fu subito chiaro che i costi per i dipendenti erano fittizi in quanto lo stesso De Gregorio mi fece assumere molte persone che non sono mai state retribuite. Al mio quesito, quest’ultimo mi riferì che i costi gli servivano per giustificare i costi occorrenti per avere il contributo ministeriale. I documenti personali per le predette fittizie assunzioni mi venivano forniti sia direttamente dal De Gregorio Sergio che dal suo ‘entourage’.

Per le assunzioni di Roma i documenti mi venivano forniti da Panico Raffaele, collaboratore di Lavitola. In particolare per giustificare i costi di gestione della International Press, il De Gregorio attraverso le sue società Bvp, Aria Nagel, Associazione Italiani nel Mondo, Italiani nel Mondo Radio e Tv etc, emetteva fatture gonfiate ed inesistenti. Preciso meglio le fatture gonfiate erano relative a quelle fatture il cui oggetto delle prestazione era la pubblicità ed i servizi giornalistici ed altri servizi connessi, mentre le fatture totalmente per prestazioni inesistenti erano quelle relative alla vendita del quotidiano l’Avanti tramite il servizio c.d. strillonaggio. Infatti ricordo che la società Aria Nagel a tale scopo ha emesso numerose fatture completamente false in quanto non esisteva un servizio di tal genere.

Prendo alto che mi esibite la fattura nr. 2 del 28.12.2006 dell’importo di euro 600.000, iva compresa relativi ai servizi pubblicitari come da contralto del 10.08.2006 emessa dalla Italiani nel mondo Channel nei confronti della International Press. Questa fattura e un “pezzolto” in quanto la ricordo benissimo, proprio il De Gregorio su mia richiesta mi disse che i costi di questa fattura servivano a giustificare al ministero le spese sostenute per l’edizione del quotidiano l’Avanti.

DE GREGORIO E LAVITOLA SOCI DI FATTO
De Gregorio mi disse anche che lui era socio di fatto di Lavitola per l’ottenimento dei contributi ministeriali per l’editoria. Il pagamento delle prestazioni fittizie avveniva o con assegno o con bonifico bancario o anche con scambio merce. In quest’ultimo caso era la International Press che emetteva una fattura per importo gonfiato nei confronti di Italiani nel Mondo Channel avente quale oggetto della prestazione la pubblicità di quest’ultima società sul quotidiano l’Avanti. Prendo alto che mi vengono esibite le fatture nr. 25, 30 dell’anno 2004, la fattura nr. 3, 27, 33, 37 dell’anno 2005 emesse dall’International Press nei confronti della società Aria Nagel e Associati per il servizio di vendita del quotidiano l’Avanti, queste sono tutte gonfiate perché si riferiscono alla vendita in abbonamento del predetto quotidiano quando effettivamente gli abbonati non esistevano. Queste fatture servivano a giustificare il requisito della “tiratura” del giornale, requisito primario per la concessione del contribuito per l’editoria ed anche quello relative alle c.d. vendite in blocco”.

I FONDI NERI ALL’ESTERO
“Quando il pagamento delle suddette fatture gonfiate o false era necessario, questo veniva effettuato, come già ho detto, tramite bonifico o assegni, per la costituzione di fondi neri che servivano a Lavitola per trasferire capitali in Brasile, Uruguay, Panama ed al De Gregorio, invece, attraverso i suoi contatti con il mondo arabo, trasferiva i capitali in Kurdistan, Karzakistan, Panama, ed Emirati Arabi Uniti, dove aveva una conoscenza diretta con Al Kassimi. Infatti, in molte circostanze, utilizzando i suoi privilegi di parlamentare ha trasferito all’estero ingenti capilali provenienti da fondi neri la cui provvista era costituila sia dal contribuito statale per l’Editoria, che da quei soggetti che avevano acquistato quote delle società del c.d. Gruppo De Gregorio (società televisive) e dalla “Fondazione Italiani nel Mondo”. In quest’ultimo caso preciso che per l’ingresso nella “Fondazione Italiani nel Mondo” ad ogni imprenditore che aveva interesse ad aderire gli venivano estorte, con la promessa di un ritorno in termini di immagine commerciale, somme da un minimo di 50.000,00 che aumentavano in base alle potenzialità economiche del soggetto. Queste somme venivano accreditate su vari conti correnti intestati alla Fondazione, tra i quali ricordo quello acceso presso l’agenzia della Cassa di Risparmio di Fabriano e C. (Ca.Ri.Fa.C.) del Centro Commerciale di Roma 2. Quindi, al fine di giustificare l’accredito delle predette somme, la Fondazione emetteva fatture per operazioni inesistenti a favore delle stesse, utilizzando quale oggetto della prestazione la dicitura “Internazionalizzazione del Vostro Marchio e dei vostri prodotti”.

GHIONNI E I SUOI ‘RAPPORTI’ CON GIANFRANCO ROTONDI
“Vincenzo Ghionni mi risulta socio di fatto, anche se in misura minoritaria, del gruppo che io amo definire De Gregorio/Lavitola. Il ruolo di Ghionni era quello di collazionare le pratiche da presentare al Ministero per l’ottenimento del contributo per l’editoria. In pratica io, per la mia parte, consegnavo la documentazione inerente la rendicontazione del costo dei dipendenti fittizi come ho già dello prima della International Press, mentre per la documentazione inerente la fatturazione dei costi inesistenti e/o maggiorati fatturati dal gruppo De Gregorio prima e dalla società SSP poi, arrivavano da Napoli via Terracina (sede del gruppo De Gregorio) e da Roma (sede de l’Avanti). La documentazione veniva consegnava a Napoli via Cappella Vecchia presso lo studio di Ghionni. Sì, il Ghionni era a conoscenza che le fatturazioni erano fasulle e ciò mi consta perché in più circostanze lui stesso indicava, anche in mia presenza, l’importo e l’oggetto delle fatture da esibire ed in qualche circostanza confermava che la fattura falsa redatta era congrua o idonea all’esigenza di presentarla al Ministero. Ghionni era molto “addentrato” al Ministero ove aveva suoi referenti di cui non so riferire. Mi consta che anche la sua collaboratrice Alessandra Fanone era a conoscenza dei fatti ed anche lei ben inserita al Ministero. Mi risulta che il Lavitola ha presentato il Ghionni all’On. Rotondi (che risulta socio di ‘Promosud Snc’ una società che si occupa di raccolta pubblicitaria, ndr) al quale ha fornito la stessa “assistenza e consulenza” fornita al Lavitola/De Gregorio. Mi risulta che Rotondi per ringraziarlo gli ha agevolato il conferimento di importanti incarichi pubblici tra cui mi risulta quello di Sindaco presso la Siae e quello di presiedere la Federazione Italiana Liberi Editori. Per la sua prestazione Ghionni veniva pagato in contanti e/o assegni dal De Gregorio e dal Lavitola utilizzando il già citato “fondo nero”. Mi ponete in visione una serie di fatture emesse tra alcune società infra gruppo De Gregorio, al riguardo posso dichiarare che sono riferite tutte ad operazioni completamente inesistenti.

LAVITOLA E DE GREGORIO: LE LORO SINERGIE POLITICHE R IL MERCATO DELLE VACCHE
“Insomma fu Lavitola che accreditò il De Gregorio presso Berlusconi. Vado ancor più nel dettaglio: De Gregorio è un ex socialista come Lavitola. Egli dunque considerava il suo approdo naturale Forza Italia. Per tale ragione strinse un accordo sulla base del quale lui doveva candidarsi con Forza Italia per le elezioni regionali del 2005. Non so quale esponente di Forza Italia gli garantì la sua presenza nella lista ma è certo che alla fine Martusciello Fulvio che non lo vedevo di buon occhio, riuscì a farlo escludere. In extremis quindi il De Gregorio riuscì a farsi candidare da Rotondi, nelle fila della Dc, per le predette elezioni regionali. De Gregorio alle regionali ottenne un ottimo risultato personale pari a circa diecimila voti e in ragione di ciò se si fosse candidato con un partito più importanre, sarebbe stato eletto. La Dc però non raggiunse il quorum e quindi De Gregorio rimase fuori del Consiglio Regionale. Di seguito De Gregorio, com’è noto, si candidò con Di Pietro in quanto questo partito gli aveva garantito una candidatura come capolista al Senato. Anche in questo caso ottenne un grosso successo perché fatto è che al Senato, nel suo collegio, la lista di Di Pietro ottenne un grosso risultato e mi sembra circa ottantamila voti. Come ho già spiegato il De Gregorio, una volta eletto, passò nelle fila del centrodestra. Ebbene fu proprio il Lavitola che forte dei suoi rapporti personali con Berlusconi, concretizzò questo accordo.  Voglio precisare che all’epoca il rapporto tra Lavitola e De Gregorio era molto stretto ed io stesso li vedevo insieme a Napoli in Via Terracina, negli uffici delle televisioni del De Gregorio. In tali occasioni sentivo il Lavitola che appunto caldeggiava l’operazione di passaggio di De Gregorio nelle fila del centro destra. Voglio precisare anche che l’accordo del passaggio del De Gregorio al centro destra venne così lautamente remunerato …. omissis ….. Anche il Lavitola come il De Gregorio doveva “traghettare”, in virtù dell’accordo con Berlusconi, quanti più parlamentari e senatori possibili dal centrosinistra al centrodestra”.

DE GREGORIO PAGAVA UN ESPONENTE DEI SERVIZI SEGRETI
“Conosco Joppolo Giuseppe, è un factotum di De Gregorio, esattamente fino a quando ho frequentato la segreteria di De Gregorio al Senato. Egli era il suo “portaborse “. Curava in particolare i rapporti tra De Gregorio e gli alti vertici delle forze armate e dell’ordine, nonché appartenenti ai Servizi Segreti. Ho conosciuto personalmente Lorenzo Villasanta appartenente ai Servizi Segreti, che l’ho visto almeno una decina di volte con Joppolo e De Gregorio. Egli era persona di De Gregorio utilizzato in varie vicende e non escludo che lo stesso sia stato anche contrattualizzato come dipendente, consulente o qualcos’altro in una società riferita al gruppo imprenditoriale De Gregorio. Ricordo che forniva a De Gregorio delle Sim dati di cellulari con il quale si poteva parlare in modo riservato tra De Gregorio e i suoi più stretti collaboratori. Ricordo che erano HTC ed una l’ho avuta anche io; gli altri che l’hanno avuto sono stati: De Gregorio, la Gazzulli, il Bernardo Martano e lo stesso Villasanta e forse altri che ora non ricordo. Si trattava di telefoni che potevano colloquiare solo nel circuito prestabilito composto dalle persone che ne facevano parte e cioè le persone che vi ho indicato.

De Gregorio pagava lo stipendio per i servigi che gli rendeva pari a 5mila euro al mese, così come ho appreso sia dal De Gregorio che dal Villasanta. Egli doveva fornire notizie riservate al De Gregorio che egli sfruttava per le relazioni che aveva in quanto Ufficiale dei Servizi Segreti. Ricordo ad esempio che il Villasanta fu “messo a disposizione” dell’imprenditore Martano per aprirgli una strada per una linea di credito che il Martano doveva avere attraverso la Sara Credit di Roma nei pressi di piazza Cavour onde effettuare gli investimenti ad Abu Dahbi di cui ho detto nel precedente verbale. Preciso che la frequentazione tra De Gregorio e Villasanta si è instaurato a partire dal 2006 epoca in cui De Gregorio è diventata senatore ed è proseguita con maggiore intensità dopo la seconda elezione del De Gregorio del 2008 e ritengo che lo stipendio sia stato erogato a partire da epoca compresa tra le due elezioni”.