Cronaca

Il console fascio-rock ‘non lede l’immagine dello Stato’. Il Tar lo reintegra

I giudici laziali sospendono l'azione disciplinare della Farnesina. Vattani doveva restare in carica perché non c'è traccia di "pregiudizio" causato a "superiori interessi". Il 21 novembre prossimo l'udienza di merito

Mario Vattani non doveva essere richiamato in Italia. Lo ha deciso la I sezione del Tar del Lazio, confermando la sospensione dell’esecuzione del decreto con il quale il ministero degli Esteri lo aveva rimpatriato. Il ricorso nel merito sarà trattato il 21 novembre.

Il console in Giappone aveva suscitato grandi polemiche per aver partecipato a un concerto di Caspound del maggio 2011. Il richiamo di Vattani era stato formalizzato a metà febbraio dalla Farnesina. Il 15 marzo il Tar sospese fino all’udienza di ieri l’esecuzione del provvedimento di rientro in Italia.

I giudici hanno rilevato oggi che la motivazione del Ministero degli Affari Esteri in merito all’opportunità del richiamo in patria di Vattani “si diffonde sul pregiudizio che le vicende di che trattasi avrebbero indotto sull’immagine dello Stato e sui connessi ‘superiori interessi”. Non solo, la I sezione del Tar ha aggiunto “come non venga dato alcun conto di elementi di giudizio e/o di valutazione che abbiano concretamente dimostrato il paventato discredito per l’immagine e gli interessi dello Stato”. Constatando la consistenza “del pregiudizio lamentato dal ricorrente per effetto dell’esecuzione degli atti gravati”, l’effetto è quello di accogliere le richieste del ricorrente, sospendendo l’esecuzione degli atti contestati”.