Cultura

Darwin e lo scimpanzé, <br/> un ripasso per i razzisti

Episodi di intolleranza sembrano non avere mai fine e prendono forma nei “buu” scimmieschi negli stadi, in insulti a sfondo razziale, in politici che cavalcano una generica paura del “differente portatore di colore”. Sembra che per questi il tempo si sia fermato ai primi dell’800 quando, a seguito di esplorazioni e conquiste, venivano portati per essere studiati ed esposti esseri umani provenienti da terre lontane. Eppure negli ultimi decenni un approccio multidisciplinare genetico/paleontologico ha dato numerose risposte a ciò che l’uomo sempre si è chiesto. Abbiamo un’unica origine? A che razza apparteniamo?

Darwin stesso, nella sua opera The Descent of Man, and Selection in Relation to Sex pubblicata nel 1871, s’interrogava sulla questione della razza. Da pochi anni era finita la guerra di secessione americana e il dibattito sul concetto di razza e sulla schiavitù era molto acceso tra gli scienziati europei e nordamericani. Darwin si opponeva infatti ai numerosi sostenitori della teoria secondo cui le razze umane fossero già state create separate e fosse quindi naturale che una razza avesse il predominio sulle altre. Darwin al contrario pensava che tutti gli esseri umani appartenessero alla stessa specie e che le razze erano solo delle “varianti”. Ad esempio portava il fatto che «L’uomo è stato studiato più estesamente di qualsiasi altro animale, eppure vi è la più grande diversità possibile di opinioni tra gli studiosi eminenti circa il fatto che l’uomo possa essere classificato come una singola specie o razza, oppure come due (Virey), tre (Jacquinot), quattro (Kant), cinque (Blumenbach), sei (Buffon), sette (Hunter), otto (Agassiz), undici (Pickering), quindici (Bory St. Vincent), sedici (Desmoulins), ventidue (Morton), sessanta (Crawford), o sessantatre, secondo Burke».

Nella storia molti hanno provato a dividere gli esseri umani in razze utilizzando il colore della pelle, la forma degli occhi, il tipo dei capelli, le proporzioni degli arti. Questi caratteri esteriori, nonostante siano i più evidenti, non sono altro che il prodotto di un adattamento recente. Popolazioni che vivono in ambienti simili per clima e insolazione per esempio avranno delle caratteristiche simili anche se non sono strettamente imparentate. Un esempio sono i Neri subsahariani e gli Aborigeni australiani che hanno una simile intensità di pigmentazione della pelle pur avendo storie molto diverse. Per questa ragione non possiamo utilizzare questo e altri caratteri fisici per misurare il grado di affinità dei gruppi umani. Come hanno dimostrato nel 1972 due studi separati, condotti dai genetisti e biologi Lewontin e Nei e Roychoudhury, solo il 15% della diversità genetica è dovuto alla “razza” mentre il restante 85% è dovuto al gruppo all’interno del quale l’individuo si è riprodotto. E’ molto più probabile quindi che due persone siano differenti non perché appartengono a “razze” diverse ma perché appartengono alla stessa popolazione.

Sia la genetica come la paleontologia hanno confermato quello che Darwin ipotizzava. La nostra specie ha un’unica origine, precisamente nell’Africa subsahariana. Le più antiche tracce di Homo sapiens sono state trovate infatti in Etiopia e risalgono a circa 200 mila anni fa. In un periodo compreso tra i 120 e i 100 mila anni fa alcuni gruppi attraversano lo stretto di Bab el-Mandeb uscendo così dal continente africano. Da allora la nostra specie si diffonde in tutto il Pianeta dando così origine a centinaia di popoli e culture differenti. Dato che siamo una specie molto “giovane” e molto mobile non abbiamo avuto né il tempo né il modo per separarci in razze.

Perché allora alcuni continuano a pensare che gruppi umani dalla pelle scura e con labbra più carnose appartengano ad una razza differente con caratteristiche “scimmiesche”? Lo scimpanzè, il primate a noi più vicino e con cui condividiamo oltre il 98% del nostro patrimonio genico, non ha certo la pelle scura e labbra carnose. Anzi ha una pelle chiara coperta da una folta peluria e labbra sottili. Siete così sicuri voi, probabilmente di “razza mediterranea” dalle pelle bianca e un pò irsuti, di potervi permettere “buu” scimmieschi?