Politica

Console fascio-rock, Alemanno non sapeva?

Ho visto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, mostrarsi duro a Che tempo che fa sulla vicenda del console fascio-rock, alias Mario Vattani, rampollo di una dinastia di feluche senza pari (e altamente intoccabile). «E’ un diplomatico che ha fatto una brutta figura – ha dichiarato -. Credo debbano esserci sanzioni». Ben detto.

Ma è davvero possibile che Alemanno non fosse a conoscenza della doppia vita del nostro? Non sapeva che Mario Vattani fosse il leader e paroliere, noto con il nome di battaglia Katanga, di una band della destra identitaria romana? Va bene, Alemanno ha preso le distanze da un certo mondo nostalgico e picchiatore. Va bene, il sindaco non si vede ai raduni di Casapound: che ne poteva sapere? Ma forse qualche informatore in quel piccolo mondo ce l’avrà ancora. Possibile che nessuno l’abbia informato delle performance fascio-rock di uno dei suoi più stretti collaboratori?

Mario Vattani è stato suo consigliere diplomatico: praticamente fino all’altroieri.  Ma la frequentazione tra i due è di vecchia data. Lavoravo per il Sole-24 Ore a Tokyo all’inizio degli anni Duemila. Alemanno era ministro delle Politiche agricole e forestali. Veniva spesso in Giappone, per sbloccare l’export italiano delle mozzarelle di bufala verso il mercato nipponico. Per dimostrare che non sono «il solito giornalista comunista fazioso» (che non sono per davvero) ammetterò che avevo avuto un’impressione positiva del ministro, preparato sul dossier. E accompagnato passo passo da un giovane diplomatico, che parlava perfino giapponese. Che conosceva la materia. Tal Mario Vattani.

Sto scoprendo l’acqua calda. E sono davvero l’ultimo a dover scrivere di queste cose.  Non è la mia materia, non lo è mai stata. Ma vedo che i media stanno riportando le dichiarazioni di Alemanno pari pari. Senza commenti, senza porsi un briciolo di domande. Fabio Fazio, il non giornalista che fa le grandi interviste, si è addirittura congratulato in diretta con lui per quelle parole dure, apparentemente inflessibili.

Dottor Alemanno, lei è davvero sorpreso? Scandalizzato per questa spiacevole «novità»? Sindaco, non è che ci sta prendendo in giro?