Media & Regime

Sky Italia Vs Auditel: “Inefficiente, riformulare meccanismo per conteggiare gli ascolti tv”

Il giovedì, serata in cui va in onda Servizio Pubblico,, il sistema spesso “non è in grado di rilasciare i dati di ascolto”. Secondo le rilevazioni, il format multi-piattaforma di Santoro per la prima volta battuto da Piazza Pulita di La 7

Auditel ritarda la pubblicazione dei dati di ascolto di giovedì 8 dicembre e Sky Italia rompe il silenzio: il sistema di rilevazione è ormai inadeguato. Per “la terza volta nelle ultime sei settimane”, si legge nella nota dell’azienda, Auditel “non è in grado di rilasciare i dati di ascolto relativi alla giornata di giovedì”. Serata in cui, peraltro, dalle 21 va in onda Servizio Pubblico di Michele Santoro.

Una inefficienza che genera anche svantaggi economici, in un panorama in cui la fruizione della televisione sta cambiando rapidamente con la contaminazione del web. I dati di ascolto infatti “determinano il successo o l’insuccesso di produzioni che coinvolgono un segmento fondamentale della creatività italiana, siano fiction, programmi televisivi, format innovativi, approfondimenti giornalistici”. Sky Italia pone anche l’accento sulla governance di Auditel, una società privata controllata da Rai e Mediaset impostata sullo stesso modello di “quando nacque oltre 27 anni fa”, “che effettua un servizio in regime di monopolio e che per tale servizio viene compensata da tutti gli operatori del settore”. Da ricordare che “sui dati prodotti quotidianamente da Auditel si basa la valutazione della performance dell’intero mercato televisivo”, che impatta direttamente sui ricavi del settore, ormai “cruciale per la crescita economica del Paese in considerazione del ruolo fondamentale di traino che svolge la pubblicità per le imprese che hanno un prodotto da far conoscere ai consumatori italiani”.

La piattaforma satellitare chiede “che tutti gli operatori televisivi, assieme ai rappresentanti degli inserzionisti pubblicitari e degli acquirenti di spazi media si incontrino per confrontarsi costruttivamente su come adeguare il sistema di rilevazione degli ascolti televisivi alle esigenze reali del mercato, in un’ottica di trasparenza, efficienza e non discriminazione”. Perché oggi, “dopo l’avvento e l’affermazione della televisione digitale, multicanale, tematica, criptata e free, il moltiplicarsi di nuovi sistemi distributivi e di fruizione televisiva (dalla televisione in mobilità, ai servizi via cavo, fibra, alle offerte OTT-Over the top) questa impostazione risulta evidentemente antiquata”.

Sky ricorda inoltre che “la rilevazione dell’ascolto della giornata di giovedì è particolarmente emblematica”, visto che da sei settimane proprio quella serata va in onda il nuovo format di Santoro “che si basa su di un sistema distributivo del tutto innovativo che unisce televisioni locali, web e pay-tv in diretta contemporanea”. I dati relativi a Servizio Pubblico sono arrivati solo nel pomeriggio di venerdì e la trasmissione ha registrato il 4,99 per cento di share con 1.164.000 telespettatori tra tv locali e Sky, e oltre 468mila clic sul player de Ilfattoquotidiano.it, che l’ha trasmessa in diretta streaming.

Un risultato che la prima volta inferiore a Piazza Pulita di Corrado Formigli in onda alla stessa ora su La7 che raggiuge il 6,18 per cento con 1.341.000 spettatori. “Siamo contenti – commenta Formigli – ma non parlerei di ‘sorpasso’. Quando c’è mercato funziona così: tutti ci guadagniamo a fare un prodotto più aggressivo e a lanciare sfide interessanti. Non enfatizzerei però il dato di ieri sera, visto che tutte le altre volte abbiamo perso”.

Per quanto riguarda invece la modalità di raccolta dati, il conduttore aggiunge che “tendenzialmente le novità editoriali impiegano più tempo a essere rilevate dai meccanismi di ascolto” e ricorda anche la trasformazione della fruizione televisiva ormai accompagnata sempre più anche da Internet. “Ieri sera, ad esempio, abbiamo interagito molto col pubblico via Twitter sul tema dell’Ici e della Chiesa cattolica. Ormai la Rete è imprescindibile, anche per la tv”.