Politica

Silvio e Wanna, così uguali, così diversi

Berlusconi è la Wanna Marchi della politica italiana che continua a vendere fumo ed illusioni ai cittadini.  Lei ha ingannato gli italiani ma alla fine è stata assicurata alla giustizia”. Mentre, è sottinteso, il presidente del Consiglio continua a prendere in giro il paese e “resiste” esclusivamente per garantirsi l’impunità.

Così, forse senza particolare originalità, ma con stringente puntualità Antonio Di Pietro ha commentato la performance imbarazzante di un Berlusconi che in un’aula dimezzata parla ai suoi perché “non mollino” o, meglio, perché non lo mollino.

Chissà cosa deve aver pensato il nostro capo del Governo quando ha visto le immagini di una Wanna Marchi con il volto un po’ tirato, impacciata e al tempo stesso quasi professionale, dietro una pila di brioches al bar Malmaison di Milano dove lavora in regime di semi-libertà dopo una condanna definitiva per bancarotta fraudolenta, truffa aggravata, associazione per delinquere.

Io e, forse, qualcun altro abbiamo pensato a come se la caverebbe lui, dietro il bancone di un bar a sorridere con la sua dentatura smagliante a prova di igienista dentale dal lungo curriculum, se, dopo quasi un ventennio di leggi ad personam e di guerra di sterminio contro i magistrati, i nodi venissero finalmente al pettine.

Basterebbero ed avanzerebbero i processi attualmente in corso se mai potessero giungere a sentenza definitiva, pur dando per scontato che comunque il processo Mills non andrà oltre il primo grado, per assicurargli un futuro non precario da barista diurno.

Lui lo sa meglio di noi e lotta quasi pateticamente per rimanere incollato alla poltrona confidando che “nel paese degli azzeccagarbugli non manca di certo la fantasia per trovare un modo condiviso e costituzionalmente ineccepibile” per garantirgli un’impunità permanente,  o, detta in politichese stretto, una “soluzione politica” come auspicano Giuseppe Baiocchi, Gaetano Pecorella e altri irriducibili.

E naturalmente si invoca il contributo indispensabile della sinistra in nome dell’antico spirito garantista, abiurato per rincorrere Di Pietro e le masse forcaiole, perché faccia finalmente politica “offrendo un un salvacondotto a Berlusconi”.

Dalle pagine della Stampa di qualche giorno fa, Michele Brambilla concludeva la sua cronaca della prima giornata di lavoro da semilibera della ex venditrice fraudolenta con questa osservazione:” ‘Una volta Vanna Marchi era una teleimbonitrice. E’ stata una delle protagoniste della cosiddetta Tv spazzatura. Condannata… ha già scontato metà della pena. E’ colpevole. Ma forse con la televisione fiorita nell’Italia di quegli anni Ottanta c’è qualcuno che ha fatto più danni di lei.”

E, quel che è peggio, continua quotidianamente a farli e per rimanere impunito sta mettendo a ferro e fuoco il paese.