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Irlanda, il vescovo <br>alle strette

Pare si sia infine risolto il mistero del Vescovo John Magee, scomparso dalla circolazione da diverse settimane e finalmente “beccato” in una casa appartenente alla parrocchia di Mitchelstown, in provincia di Cork. Come abbiamo già raccontato, Magee è da anni al centro della bufera sui numerosi casi di abusi sessuali su minori da parte del clero irlandese, che sono oggetto del “Rapporto Cloyne” e che riguardano l’epoca in cui Magee era in carica come vescovo della diocesi di Cloyne, nell’Irlanda sud-occidentale.

L’alto prelato è accusato dai risultati della commissione d’inchiesta di aver taciuto e coperto i misfatti compiuti dai preti della sua diocesi in oltre la metà dei casi in esame, nonché di aver avuto atteggiamenti sconvenienti nei confronti di un minore. Dalla data di pubblicazione del documento, lo scorso luglio, Magee era “scomparso” e nessuno sapeva dove si trovasse, con diverse ipotesi che lo vedevano fuggito in Usa o a Roma.

La scorsa settimana Magee è stato infine scovato e poi avvicinato presso il suo rifugio segreto e da allora l’Irlanda è di nuovo in fermento, concentrando sull’ex capo della diocesi di Cloyne tutto lo sdegno per la vicenda degli abusi. Anche se Magee non è infatti attualmente indagato dalle autorità irlandesi, sono molti gli ex parrocchiani, gli attivisti e i giornalisti che portano avanti da settimane una campagna per spingere il discusso ecclesiastico a dare approfondite spiegazioni sui fatti ignominiosi che lo riguardano.

A chi l’avrebbe trovaato nei giorni scorsi, Magee ha riferito di non aver mai lasciato il paese e di non aver nulla da aggiungere alle dichiarazioni ufficiali già fatte in occasione della commissione d’inchiesta. Ma anche questo ulteriore rifiuto di un confronto ha destato ulteriore scandalo nell’opinione pubblica del paese.

Il ministro dell’Innovazione Sean Sherlock ha dichiarato infatti come tale diniego sia “inconcepibile” e come sia invece un imperativo assoluto che Magee dia un resoconto dettagliato dei fatti che lo vedono implicato, andando il prima possibile a presentarsi a una conferenza stampa. “Sono stupefatto che abbia detto di non aver nulla da aggiungere alle dichiarazioni originali” ha aggiunto Sherlock. “Se possiede ancora un briciolo di umana decenza o fibra morale, dovrà invece affrontare i media e rispondere a tutte le domande che gli verranno poste”.

Dopo queste pesanti dichiarazioni, Magee ha provato a chiedere nuovamente scusa per quanto avvenuto, ma ancora una volta le sue dichiarazioni sono parse “vuote” e “insincere” alle vittime degli abusi. Ogni giorno continua il botta e risposta tra autorità religiose locali, curia romana, familiari delle vittime e governo. Il rapporto dell’Irlanda con il proprio clero va sempre più a rotoli.

di Mauro Longo, giornalista freelance in Irlanda