Cultura

A Veroli va in scena il teatro<br>non convenzionale a cielo aperto

Nel paese della Ciociaria ha aperto i battenti la seconda edizione del Veroli Festival – Fasti Verolani, una kermesse internazionale di arti teatrali. Un'occasione da non perdere per chi ama battere percorsi artistici indipendenti

Questa settimana vi suggeriamo un festival, giunto alla sua XII edizione, in un paesino sperduto nella Ciociaria (Lazio) che, da ieri al 31 luglio, porterà in scena, anzi in strada, il teatro internazionale non convenzionale. Stiamo parlando di Veroli e del suo Veroli Festival – Fasti Verolani che, dopo aver registrato migliaia di presenze nella scorsa edizione, torna con direzione artistica di Terzostudio (la produzione che da ben 24 anni fa vivere “Mercantìa” la manifestazione di teatro e musica di strada, di cui abbiamo già parlato in questo giornale, nel borgo medievale di Certaldo Alto).

Quest’anno tra gli ospiti anche interpreti “global” come Walkyries Fire Tamers, tre regine del fuoco in arrivo dal Canada, l’argentina Gaby Corbo, provocatoria acrobata del corpo e della parola, Veronica Gonzales, sensuale animatrice dei suoi personaggi/piedi e, dalla Germania, Peter Weyel in “Herr Hundertpfund”, uno spettacolo che è un fuoco d’artificio artistico con una gag di contorsionismo davvero suggestivo. Ma la maratona artistica prevede dei percorsi tematici: uno sul comico, uno sul teatro popolare, un percorso poetico, uno esclusivamente musicale ed un percorso pensato solo per i bambini (diventeranno artisti del circo, nel laboratorio Circo Minimo). Anche la location collabora al fascino di questa inconsueta mise en scène: una delle aree del centro storico più prestigiose della cittadina, l’Orto del Vescovado, sarà ad esempio invasa dalla performance del Circo Internazionale Vertigo, che suggeriamo di non perdere.

Di fatto è l’intero paese a prestarsi come scenario ideale (il nome del festival si deve a quella preziosa lastra di marmo del 14 a.C., ancora oggi visibile nel cortile medievale di casa Reali, con i primi tre mesi di un calendario romano che indicava feste e ricorrenze civili e religiose, poi usato per coprire una tomba paleocristiana venuta alla luce nel 1922): andate a visitare l’Abbazia di Casamari, gioiello dell’architettura cistercense e importante centro religioso (la sala capitolare è ritenuta tra le più belle che i Cistercensi hanno realizzato in Europa), e la Basilica di Santa Salome, con la cappella della Scala Santa, il belvedere di Largo Marconi e il palazzo del Seminario (la Scala è composta di dodici scalini e l’undicesimo contiene un frammento della Santa Croce di Gerusalemme). Chi insomma non vuole essere guidato dal mercato dell’arte mainstream e ai percorsi creativi standard preferisce battere percorsi artistici indipendenti, autonomi, non convenzionali e di ricerca, navighi su www.terzostudio.it e cerchi il suo sentiero.

di Eugenia Romanelli