Politica

Attacchi alla Casta, il Palazzo reagisce. Rotondi: “Ha ragione”. Di Pietro: “In piazza”

Bersani rivendica proposte anticasta, Rotondi si schiera “a favore del precario”. E Di Pietro chiama la piazza. Mentre la Rete si mobilita per seguire la pagina Facebook “I segreti della casta di Montecitorio” e qualcuno avanza dubbi sulla credibilità del presunto ex precario licenziato da un onorevole dopo 15 anni (“perché tutto quello che dice Spidertruman era già stato denunciato da Gianantonio Stella e Sergio Rizzo”), arrivano anche le reazioni della politica.

Il Deputato del Pd Dario Ginefra su una nota pubblicata su facebook, invita la Presidenza della Camera e il Collegio dei Questori a promuovere “immediatamente un’operazione trasparenza che chiarisca ogni circostanza denunciata dall’anonimo blogger” e spiega che, a causa del Porcellum che impedisce ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti, “il tiro al parlamentare è oramai uno degli ‘sport’ più praticati nel nostro Paese”.

Non usa mezzi termini invece il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro che invita i cittadini a reagire e sul suo blog propone dopo l’estate una manifestazione. “Propongo di scendere in piazza alla fine di settembre in una manifestazione unitaria di dimensioni mai viste – scrive nel post- . Contro la Casta al potere: eliminazione delle province e dei rimborsi elettorali, fine alle auto blu, dimezzamento dei parlamentari, via i vitalizi, blocco delle consulenze, lotta all’evasione fiscale”. Un’idea che centinaia di utenti avevano già lanciato come provocazione dalle loro bacheche e da quella di Spidertruman.

Ma il Partito democratico non accoglie l’invito dell’alleato e scende in trincea invitando alla moderazione contro lo spettro dell’antipolitica. Pierluigi Bersani infatti, sul sito del Pd, spiega di “avere avanzato proposte precise e coraggiose sui costi della politica e sul tema degli sprechi e dei privilegi” ma non accetta che questo tema delicato venga agitato in nome dell`antipolitica”. Gli fanno eco i colleghi Giorgio Merlo ed Enrico Farinone convinti che, “se dovesse prevalere questa violenta ondata antipolitica, qualcuno chiederà dalla piazza, forse lo stesso Di Pietro con i grillini, di abolire il Parlamento e il Quirinale perché costano e di reinserire la figura del podestà”.

Dalle fila della maggioranza, invece, tutto tace. Fanno capolino soltanto le paradossali dichiarazioni del ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi che solo poche settimane fa aveva difeso i privilegi e l’impopolarità della Casta. “Non mi meraviglia la giusta indignazione del precario – ha detto in riferimento alle denunce di Spidertruman-. Sono anni che chiedo ai vari presidenti della Camera di regolarizzare i precari e, con la scusa dei costi, nessuno lo fa. Il risultato è che personale qualificato arriva a 50 anni senza certezze e quasi in una condizione di disagio psicologico”. Nessun commento, o quasi, neanche dal Silvio Berlusconi. Infatti in homepage sul sito del Pdl compare solo una sua dichiarazione riguardo alla manovra: “Sto zitto per senso di responsabilità”.