Cronaca

Il 2 giugno è partigiano

E’ la festa della Repubblica. E’ la festa della democrazia. E’ la festa dell’antifascismo che ricorda il referendum del 2 e 3 giugno del 1946 con il quale gli italiani decisero che volevano la “cosa pubblica” piuttosto che il governo di un monarca. E’ la festa dei partigiani, di tutti i partigiani, dei comunisti, dei cattolici, dei liberali, dei socialisti, degli azionisti, degli anarchici.

Il 2 giugno non è la festa dei repubblichini, dei combattenti fascisti della Repubblica di Salò. Loro sono, semplicemente, un’altra cosa. Nulla a che fare con la Repubblica Italiana, nè con i partigiani. Nemmeno con l’Italia, direi.

E questo 2 giugno 2011 è sporcato proprio dalla proposta di legge, di cui Gregorio Fontana (Pdl, ovviamente) è il primo firmatario, che prevede che possano essere riconosciute dal ministero tutte le organizzazioni di ex ”belligeranti”, senza limitazioni di sorta, fino alla concessione di contributi pubblici. Comprese, dunque, le associazioni degli ex combattenti della Repubblica sociale di Salò.

No, non è una boutade, nè la folle provocazione di un singolo. E’ un preciso progetto, in fase di sperimentazione ormai da anni, che mira ad equiparare su ogni piano i repubblichini e i nostri partigiani. Per cancellare, generazione dopo generazione, la differenza tra i “buoni” e i “cattivi”, tra chi combatteva per la democrazia e chi combatteva per un dittatore sanguinario che si chiamava Benito Mussolini. I co-firmatari del progetto di legge presentato in commissione Difesa della Camera sono, segnatevi i nomi, Marcello de Angelis, del Pdl, Franco Gidoni e Giovanni Fava della Lega Nord.

Questo 2 giugno per noi sarà importante “fare” memoria. Insieme all’Anpi, nel mirino dei legislatori nostalgici. Leggete, fate leggere, non pensate mai di sapere tutto. Il revisionismo è un verme infido e strisciante che attende le distrazioni per infiltrarsi e distruggere dall’interno. Stiamo attenti, molto attenti.

Il 2 giugno, se lo mettano bene in testa, è la festa della Repubblica, non della repubblichina.

Qui il testo integrale della proposta di legge