Cronaca

E ora i referendum

“Zingaropoli…” “Pisapia ladro…”, “De Magistris è il mandante dell’assalto alla sede elettorale di Lettieri…”, “Milano diventerà la capitale dei gay e dei terroristi…”, “I matti votano a sinistra…”, “Il mio vice sarà Castelli…”, “De Magistris vuole la forca…”, “Escludo che Milano e Napoli possano affidarsi alla sinistra estrema…”

Sarebbe davvero il caso di ripubblicare lo scemenziario berlusconiano degli ultimi giorni, ma i risultati sono tali che il giudizio è già stato dato da Obama e dagli elettori, si tratta di una condanna netta, inequivocabile, di quelle senza appello.

Ora diranno che: “non bisogna esagerare, non erano elezioni politiche, hanno vinto gli astensionisti, in tutta Europa perde chi governa…”, non contenti chiederanno a Verdini di dimostrare che la sinistra ha perso voti e che Berlusconi ha vinto quasi ovunque. Contenti loro!

In queste ore bisogna solo festeggiare, bisogna ringraziare chi ci ha messo la faccia, i volontari che hanno animato la campagna elettorale, i cittadini che hanno votato al primo e al secondo turno rendendo così pubblico il loro desiderio di fare pulizia, di mandare a casa il grande imbroglione e i suoi mazzieri politici e mediatici.

Non vi è dubbio che la vittoria sarebbe stata ancora più netta, se a costoro non fosse stato consentito di disporre del polo Raiset a loro piacimento.

Guai, tuttavia, a sottovalutarli. Non se ne andranno subito. Ci riproveranno a partire dai referendum, tentando di cancellare i quesiti prima a colpi di brogli politici, poi a colpi di oscuramento mediatico.

Esaurite le feste dedichiamo le nostre energie ai referendum, augurandoci che la corte di cassazione voglia dare il via libera anche ai quesiti sul nucleare, ma se anche così non fosse, bisognerà sempre e comunque votare si e votare “come se” i referendum fossero sempre 4.

La vittoria del Sì chiuderà comunque le porte alla costruzione anche delle nuove centrali nucleari.
Tanto per non sbagliare, nelle prossime ore, insieme a tutte le associazioni che si occupano della libertà dei media, presenteremo un esposto alla autorità di garanzia per le comunicazioni per chiedere che venga effettuato il monitoraggio anche dei tempi e degli spazi concessi ai quesiti referendari e dei tempi attribuiti ai comitati che hanno raccolto milioni e milioni di firme.

Mancano due settimane al voto, sino ad oggi il silenzio è stato quasi totale, adesso è giunto il momento di rompere il muro dell’indifferenza e di promuovere una campagna referendaria che sia segnata dalla stessa intensità, dallo stesso coraggio, dalla stessa passione civile che ha segnato queste settimane.

“Lasciateli fare, tanto non vinceranno a Milano e a Napoli, e non avranno il quorum ai referendum…”, così pensava Berlusconi, da oggi lo penserà un pò meno.
Napoli e Milano, Cagliari e Trieste e non solo (anche Arcore!), le ha già perse. Ed ora i referendum!