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Melchiorre si dimette da sottosegretario “Al G8 incredibili le parole di B. sui pm”

La presidente dei Liberaldemocratici, che aveva lasciato il Terzo Polo per tornare nella maggioranza, dice: "Con le esternazioni che hanno lasciato incredulo Obama si è superata la misura". Assente al voto di fiducia alla Camera sul decreto Omnibus, per lei si era parlato di delusione per non essere stata nominata viceministro

Anche per Daniela Melchiorre è stata oltrepassata la misura. Il sottosegretario allo Sviluppo economico, nominata lo scorso 5 maggio, ha deciso di rassegnare le dimissioni dopo “le incredibili esternazioni del presidente del Consiglio contro i magistrati all’incredulo presidente Obama in occasione del summit del G8”. Il riferimento è alle immagini che hanno fatto il giro del mondo di Berlusconi che, durante il vertice di Deauville in Francia, avvicina il presidente degli Stati Uniti parlando ancora una volta della dittatura dei magistrati in Italia.

La Melchiorre in settimana aveva già disertato il voto alla Camera sul decreto Omnibus: secondo il Corriere della Sera per la delusione di avere ottenuto dal premier un posto da sottosegretario anziché da viceministro. Ma di questo non c’è traccia nella lettera che l’ormai ex sottosegretario ha inviato a Berlusconi per motivare la sua scelta che, dice, è “irrevocabile”. Melchiorre, transfuga dal Terzo Polo insieme a Italo Tanoni, ha alle spalle una carriera di magistrato e ha ricoperto il ruolo di sostituto procuratore della Repubblica a Verona e a Torino.

Nella missiva inviata al premier dice di non aver ancora preso “effettivo possesso” del suo incarico e di non intende più farlo “dopo le incredibili esternazioni” di Berlusconi su giudici e pm. Dopo quell’episodio, sottolinea Melchiorre, che è anche presidente dei Liberaldemocratici, “non ho potuto far altro che constatare che non vi è, almeno per me, uno spazio per proseguire, o meglio avviare, un contributo effettivo all’attività governativa”, perché “qui la cosiddetta difesa fuori dal processo ha voluto raggiungere, al di là di ogni misura, l’apice mondiale”. Il leader dei Liberaldemocratici ammette che la giustizia italiana ha “diverse cose che non vanno” ma per il Paese le “urgenze” sono altre, come quelle economiche, e ad esse occorre dare il “primato”.

“Ora però – si legge ancora nella lettera – si è superata la misura. Non è francamente accettabile che si giunga alle volgarità dei giorni passati e che si tenti la delegittimazione di quella che comunque è una funzione costituzionale dinnanzi a quella che è una delle autorità più importanti della terra”. Melchiorre ricorda poi “di essere un magistrato e di aver indossato con orgoglio e con onore la toga”, e questo la spinge “per coerenza” a dimettersi dall’incarico di sottosegretario. La presidente dei Liberaldemocratici annuncia poi la convocazione della Direzione nazionale del suo partito “per verificare se questa scelta è condivisa”.

Intanto dalla maggioranza arrivano le prime reazioni. Ironico il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto: “L’Italia perde un pilastro che sarebbe stato fondamentale per rilanciare l’economia e rendere più credibili le istituzioni”. Dura Isabella Bertolini, vice capogruppo Pdl alla Camera, che chiede anche le sue dimissioni da parlamentare, visto che la Melchiorre “ha scambiato lo scranno parlamentare per una giostra” e le motivazioni del suo ultimo cambio di idea “valgono meno di una cicca”.

Tra le fila dell’opposizione il primo a commentare è il capogruppo dell’Italia dei Valori Felice Belisario, convinto che il governo poggi ormai su una maggioranza fortemente instabile. E lancia la stoccata al presidente del Consiglio: “Berlusconi si è speso in prima persona per tentare di vincere le amministrative e continuare così a fuggire dai processi, ma le ha perse clamorosamente proprio per questa sua ossessione: ormai non solo i cittadini ma anche i trasformisti gli tolgono il sostegno e abbandonano un premier mentalmente devastato alla sua Apocalypse Now“.