Cultura

Torino, poca letteratura e tanta politica <br> al Salone del libro

l'esortazione contenuta nel titolo del libro di Filippo La Porta, "Meno letteratura, per favore!", è stata presa in parola da Tabucchi che ha dato forfait. Lectio magistralis non solo di Umberto Eco, ma anche di Vittorio Sgarbi.

Poca letteratura, ma tanta politica al centro del XXIV Salone internazionale del libro di Torino dedicato quest’anno al tema “Memoria, il seme del futuro”. Un Salone che assomiglia più a un salotto borghese che a un salone letterario. Nel week-end delle elezioni amministrative, dopo una prima giornata di passerella per candidati sindaci, ministri e amministratori, la kermesse dell’editoria spera di rimettere i libri al centro dell’attenzione con la presenza di scrittori di peso. Così il visitatore alla ricerca di qualcosa di interessante o nuovo deve sfogliare le 160 pagine di programma, spulciando anche le sezioni minori come quella del paese ospite, la Russia, gli “Spazi incontri”, gli appuntamenti di “Lingua Madre” incentrati su regioni, dialetti e scrittori italiani all’estero o scrittori stranieri in Italia, o gli eventi di “Bookstock” dedicati ai più giovani.

Un incontro del pomeriggio sembra dare il tono di quest’edizione: l’esortazione contenuta nel titolo del libro di Filippo La Porta Meno letteratura, per favore!” è stata presa in parola da Antonio Tabucchi che ha dato forfait. Torneranno invece, rispettivamente per la quarta volta e terza volta consecutiva, Erri De Luca e Umberto Eco, quest’ultimo con una lectio magistralis dal titolo “Fare romanzi: libertà e costrizione dello scrittore”. Via dunque alle presentazioni di saggi, biografie, inchieste, a dibattiti sul Risorgimento, come quelli organizzati da Lorenzo Del Boca (giornalista autore di libri considerati “revisionisti” tanto cari al governatore leghista Roberto Cota), coi processi ai personaggi dell’Unità italiana. Il tema dell’Unità d’Italia non sembra appassionare i lettori visto che giovedì pomeriggio, all’incontro su Vittorio Emanuele II con Paolo Mieli, erano presenti pochi spettatori.

Sabato ci sarà spazio per autori “pop”, come Susanna Tamaro e James Redfield, lo scrittore statunitense autore de La profezia di Celestino, il best-seller tanto amato dai seguaci di new age e misticismo. I nomi iniziano comunque a farsi più importanti, con Luis Sepulveda, Predrag Matvejevic e, a metà pomeriggio, Dario Fo che darà una sua lettura del Boccaccio. In serata da non perdere il cinese Qiu Xiaolong, autore della serie di gialli sull’ispettore Chen Cao e sulle contraddizioni del suo paese, e Michela Murgia, vincitrice del Campiello 2010 con Accabadora, che presenterà il nuovo romanzo Ave Mary. Con Nicola Lagioia, Valeria Parella, Gianluigi Ricuperati, Domenico Starnone e altri si parlerà degli ultimi dieci anni di narrativa italiana nella collana Nichel, un evento organizzato dalla Minimum Fax (anche se l’appuntamento più seguito della casa editrice romana è, da anni, la festa del venerdì sera in un circolo vicino al Po). Dopo il forfait di Teo Teocoli, a chiudere la serata del sabato sera con una lezione magistrale sarà Vittorio Sgarbi. Ma anche sabato non si possono tralasciare gli eventi legati all’attualità, tra cui spicca un dibattito sui diritti umani in Russia con la giornalista e scrittrice Yulia Latynina, considerata l’erede di Anna Politkovskaja per le critiche alla politica di Vladimir Putin.

A Dacia Maraini, candidata al Booker Prize International per la carriera, importante riconoscimento nel mondo letterario, è dedicato un incontro domenica mattina. In giornata saliranno in cattedra altri scrittori italiani come Margaret Mazzantini, Massimo Carlotto, Giorgio Faletti e Alain Elkann, che al Lingotto è di casa. Ascanio Celestini leggerà dei brani tratti da Io cammino in fila indiana, suo ultimo lavoro. Poi arriveranno di nuovo i politici, Dario Franceschini e Mercedes Bresso, qui nei panni di romanzieri.

Ma le vere chicche sono le presenze dello “star philosopher” Slavoj Zizek e dello scrittore italo-americano Salvatore Scibona, esordiente di 36 anni inserito dal New Yorker nell’elenco dei 20 autori under-40 da seguire. A Torino presenterà il suo primo lavoro, La Fine, da poco pubblicato dalla piccola casa editrice 66th and 2nd.

Lunedì, giorno di termine della kermesse, si chiude con eventi meno rilevanti: la testa dei torinesi e degli organizzatori sarà tutta rivolta alla chiusura dei seggi e agli esiti delle elezioni per il nuovo sindaco.