Cultura

A Lamezia Terme ‘Trame’ <br> un festival contro l’omertà

La rassegna dei libri sulle mafie si terrà dal 22 al 26 giugno. Ogni giorno nelle piazze del centro storico i cittadini potranno ascoltare scrittori, giornalisti e protagonisti delle battaglie per la legalità, tra cui molti giudici e personaggi della società civile

Tano Grasso, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della Federazione antiracket italiana

“Questo sarà un festival contro l’omertà”. Tano Grasso, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della Federazione antiracket italiana, trova una nuova definizione per “Trame”, la rassegna dei libri sulle mafie che si terrà a Lamezia Terme dal 22 al 26 giugno, presentata oggi al Salone internazionale del libro a Torino. “Vogliamo mettere a confronto le diverse anime dell’antimafia, una pluralità di voci che sono un valore, ma anche creare una cultura capace di contrastare le mafie e attenuare il loro fascino sui giovani”, spiega a ilfattoquotidiano.it Grasso.

L’idea di un incontro con attivisti, giudici e autori di libri sul fenomeno mafioso è nata pochi mesi fa, a dicembre, con l’intenzione di denunciare i crimini e risvegliare le coscienze dei cittadini. Poi, grazie alla direzione artistica del giornalista de L’Espresso Lirio Abbate, il progetto ha preso forma. E sarà la Calabria a ospitare il festival, “perché accanto ai giudici ci deve essere una società civile, come sta avvenendo in Sicilia”, sostiene Abbate. L’intenzione è quella di rompere una cortina che blocca la battaglia alla ‘ndrangheta, quel clima di connivenza e paura che bisogna estirpare e sostituire con una nuova coscienza: “Speriamo che le radici possano rimanere in questa terra”. Al momento la risposta all’iniziativa è positiva, grazie all’appoggio del Comune di Lamezia Terme (in cui Grasso è assessore alla Cultura), dell’Associazione Lamezia Antiracket, che raccoglie imprenditori e commercianti entusiasti, e di tanti volontari: “Molte persone si stanno offrendo volontariamente, prestando la loro opera e il loro aiuto concreto”, aggiunge Abbate. Alcuni ragazzi di Parma stanno preparando il sito, altri giovani di Roma curano la comunicazione mentre la grafica è affidata a un artista come Guido Scarabottolo.

Ma come è nato il progetto? “In Italia si fanno dei festival dei libri su tutto e nel paese che ha creato le mafie non ce n’è uno dedicato a questo tema. Eppure esiste un pubblico interessato”, spiega Grasso. “Facciamolo noi e copriamo il vuoto”, è il pensiero che hanno avuto. “Il libro è la dimensione ideale per occuparsi di questi argomenti – afferma il direttore de ilfattoquotidiano.it Peter Gomez durante la presentazione dell’evento -. Con gli articoli non si possono affrontare questi temi così complessi. Questo festival invece racconterà tutto, e farà un’altra cosa: darà nomi e cognomi, la possibilità di conoscere e riflettere di più al momento del voto e di una determinata scelta”. Ogni giorno, dalle 18 alle 24, nelle piazze del centro storico, i cittadini potranno ascoltare scrittori, giornalisti e protagonisti delle battaglie per la legalità, tra cui molti giudici come Gian Carlo Caselli, Antonio Ingroia o Giuseppe Pignatone, e personaggi della società civile come don Luigi Ciotti, Isaia Sales, Rosanna Scopelliti e Ivan Lo Bello. Tra i giornalisti saranno presenti anche Gianni Barbacetto, Enrico Fierro e Peter Gomez de il Fatto.

In attesa di “Trame”, Grasso e Abbate colgono subito l’occasione per denunciare l’atteggiamento di certi imprenditori del Nord: “Ve lo dice un commerciante che ha fondato la prima associazione antiracket in Sicilia – dice l’ideatore -. Se al Sud si paga il 100 per cento in più sui lavori, in Lombardia è solo il 10, a cui è più facile opporsi. Ma perché a Varese o a Monza, per esempio, gli imprenditori non trovano la forza di denunciare? Non è per paura, ma per connivenza”. Abbate spera anche che “il passaparola calabrese possa arrivare fino a Milano e nel Nord Est”.